Alcamo, liquami fecali in mare. L’ARPA appare certa: “Sono tipici dei depuratori”

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I vertici della sezione territoriale di Trapani dell’Arpa, l’Agenzia regionale Per l’Ambiente, stanno per inviare le loro deduzioni al Comune di Alcamo su quanto accaduto il 30 agosto scorso con l’arrivo in mare, dal torrente Canalotto, di una notevole massa di liquami e fanghi ad elevatissima connotazione fecale. La relazione non lascerebbe scampo: tale materiale viene prodotto soltanto dai depuratori e sul funzionamento di quello di vallone Nuccio l’amministrazione comunale alcamese sarà chiamata a rispondere. Insomma è bastata mezz’ora di pioggia per raccogliere i fanghi fecali in eccesso e trasportarli in mare, in zona Canalotto, dove tanti sono gli alcamesi e i villeggianti che fanno il bagno durante l’estate.

La vicenda potrebbe essere collegata a quanto appurato dagli stessi tecnici dell’Arpa durante il sopralluogo agli impianti depurativi della città di Alcamo effettuato nel dicembre scorso. In quell’occasione, nel rilevare alcune anomalie, l’agenzia regionale per l’ambiente aveva anche segnalato imprecisioni nella redazione dell’apposito e obbligatorio registro in cui veniva scritto soltanto il carico dei rifiuti liquidi e non lo scarico dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, appunto il fango palabile. Sempre su tali vicende, e più precisamente sulla non collaudabilità, segnalata dall’ex segretario generale del Comune, Cristoforo Ricupati,  di alcune opere effettuate nell’ambito dei lavori di rifacimento e completamento del depuratore di Alcamo, l’ANAC, l’agenzia nazionale anticorruzione aveva aperto un’istruttoria nel giugno 2016, nei confronti anche del genio Civile di Trapani. Fra i quesiti sollevati all’epoca, anche quelli sui motivi del grande ritardo del Genio Civile, ben 5 anni, per approvare la seconda perizia di variante nonché la verifica proprio del corretto funzionamento della linea fanghi del depuratore.

Il procedimento si chiuse poi con il rilascio dell’autorizzazione allo scarico nel torrente Valle Nuccio, dal dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, sottoscritta il 4 aprile 2017 ed inviata dal Comune di Alcamo all’ANAC. Il depuratore comunale è quindi uno dei pochi in Sicilia ad avere l’autorizzazione allo scarico, provvedimento che ha validità 4 anni, ma la lavorazione dei suoi fanghi lascerebbe a desiderare come dimostra l’arrivo in mare di una grande quantità di materiale fangoso fecale che sarebbe pervenuta proprio dall’impianto di Vallone Nuccio.