Alcamo-L’acqua razionata e le proposte del gruppo di Abc

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Una mozione contenente 15 richieste rivolte al sindaco di Alcamo sui gravissimi problemi legati alla distribuzione dell’acqua. Una mozione in cui si esprime anche  un giudizio politico nei confronti dell’amministrazione invitandola ad “evitare di navigare a vista“ o “con la logica del giorno per giorno“. Nella premessa della mozione  è scritto „che non si intravvede una visione strategica che consenta alla città di uscire da questa insostenibile situazione“. La mozione è stata presentata dal gruppo consiliare di Abc e firmata da Gino Pitò, Mauro Ruisi e Caterina Camarda. Quindici richieste molto articolate dove si sollecitano al sindaco documenti che rendano partecipe la città delle azioni in corso e quelle da programmare. Un confronto aperto a tutti sul problema acqua.  E poi la ricerca di risorse finanziarie per l’acquisto di nuove dotazioni idriche. Di anticipare il pagamento delle bollette per potere disporre di fondi freschi  per manutenzioni alle reti e altro. Studiare la possibilità di nuove gallerie, bay pass tra Dammusi e Cannizzaro, elenco degli interventi programmati, l’opportunità di realizzare  un secondo bottino, studio per nuove sorgenti in contrada Madonna del Ponte, attingimento dal pozzo dell’acqua non potabile al cimitero Santissimo Crocifisso, e la relazione sul pozzo di contrada Finocchio. Proposte condivisibili ma a lunghissima scadenza perchè c’è da programmare tanto, cercare finanziamenti, incarichi progettuali, appalti  e così via. L’importante è iniziare. Nella mozione di Abc non si vedono, invece, proposte a brevissima scadenza perchè l’acqua è un  bene che utilizziamo tutti i giorni. Ieri Repubblica nelle cronache siciliane titolava su Palermo “Pozzi privati per uscire dalla crisi”. Perchè  ad Alcamo non si persegue questa strada? Chiedere un vertice in prefettura. Invitare il Genio civile che ha la mappa dei pozzi dove andare a prelevare per usi non potabili come si è fatto da decenni. Tutto è chiaro nel rispetto della legalità. Gli alcamesi non hanno mai usato tale acqua per bere. L’uso dei pozzi, oggi che ad Alcamo l’acqua è razionata, farebbe aumentare il livello al Bottino e si accorcerebbero i turni di attesa. Invece si “inaugurano”centraline con sempre meno acqua al Bottino e con crescente rabbia della gente. Su alcuni punti della mozione diversi sindaci, nel recente passato,  hanno cercato di ottenere l’acqua non utilizzata dalla Madonna del Ponte così come di Inici. Ma sia Partinico che Castellammare si sono opposti vincendo la battaglia sull’acqua. Per quanto  riguarda

l’acqua del pozzo fatto scavare in contrada Finocchio, l’Esa per oltre un anno e nelle varie stagioni ha fatto decine di analisi. Tale acqua non si può utilizzare perchè contiene tantissimo ferro da poterci costruire una linea ferrata. Perche Abc non chiede anche quanto ci costerà in un anno l’acqua comprata da Siciliacque e come sarà spalmata nelle bollette degli alcamesi? Proposte condivisibili ma si deve lavorare  sull’immediato per alleviare i disagi sopportati dagli alcamesi che per la prima volta nella storia di Alcamo hanno iniziato a protestare civilmente per questa gravissima situazione. C’è chi sostiene che anche in passato i turni si sono allungati a dismisura. E’ vero ma solo eccezionalmente a causa di rotture verificatesi in  posti dove passano le condutture di Dammusi  difficilmente accessibili. Riparato i guasto si tornava ad ogni 4-5 giorni a secondo della generosità di Giove Pluvio. E poi è mai possibile che per iniziare lavori a Cannizzaro, ora c’è anche la querelle con Partinico, è trascorso oltre un anno dall’appalto? Ieri intanto il sindaco Domenico Surdi, incontrando gli autori della civile e garbata protesta, ha assicurato che a giorni la situazione migliorerà notevolmente. E va infine detto che la protesta non nasce perchè a breve ci sono le elezioni regionali, ma perchè l’acqua ad Alcamo viene distribuita nelle abitazioni, una tantum, per poche ore  e dopo lunghissimi giorni di  attesa.