Alcamo-La morte di Lorenz, presentato appello alla condanna della mamma

0
363

Cento pagine per confutare le tesi dell’accusa e cercare di ribaltare la sentenza di primo grado con la quale i giudici del tribunale di Trapani hanno condannato a 24 anni di reclusione Aminta Altamirano Guerrero, per l’omicidio del figlio Lorenz di 5 anni, trovato morto sul suo letto dell’abitazione della via Amendola di Alcamo il 13 luglio di tre anni fa. Cento pagine all’interno delle quali gli avvocati Caterina Gruppuso e Saro Lauria ripercorrono le tappe della drammatica vicenda convinti dell’innocenza di Aminta Altamirano. Il ricorso alla sentenza di primo grado è stato depositato, nei giorni scorsi, presso la Corte d’Assise d’appello dove si celebrerà di nuovo il processo con data ancora da fissare. Torna dunque alla ribalta della cronaca  un episodio che sconvolse l’opinione pubblica poiché non esiste delitto più efferato di quello che può commettere una mamma contro la sua creatura.  Il bambino sarebbe stato ucciso da una dose letale di un farmaco antidepressivo, somministrato proprio dalla madre, una donna messicana di 36 anni. La sera del 13 giugno dello scorso anno i giudici della Corte di assise di Trapani hanno condannato la mamma a 24 anni di carcere con l’accusa di omicidio. La donna ha sempre respinto le accuse e della sua innocenza  sono convinti anche gli avvocati Caterina Gruppuso e Saro Lauria. La vicenda del piccolo Lorenz risale al 2014, quando il bimbo fu trovato privo di vita nel suo letto per una dose letale di amitriptlina, contenuta nel Laroxyl, un farmaco antidepressivo che la donna prendeva per una cura. La Guerrero era separata dal marito, che viveva in Germania, e il pm per l’accusa di omicidio del figlioletto di 5 anni aveva chiesto la condanna all’ergastolo. I giudici di Trapani hanno però riconosciuto le attenuanti del caso e così hanno condannato la donna a 24 anni di carcere e al pagamento di un risarcimento di 50 mila euro al papà di Lorenz e di 20 mila euro alle altre parti civili che si sono costituite al processo.  Ora si attende il processo d’appello.