Alcamo, la Giunta dice no alle trivelle

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Approvata dalla giunta la delibera inerente la “Difesa del territorio e dell’ecosistema contro le trivellazioni nel canale di Sicilia richiesta di revisione del decreto “sblocca-italia” e abrogazione art. 38.”.

Nel documento l’amministrazione comunale si rivolge rispettivamente: al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi affinché riveda le norme del Decreto “Sblocca-Italia”, in particolare l’articolo 38, che hanno un impatto diretto sui territori e sul mare della nostra Regione e che estromettono i territori interessati dai processi decisionali; alla Deputazione nazionale eletta in Sicilia per un intervento che modifichi, in sede di conversione in legge, le norme; al Commissario dello Stato, Carmelo Aronica, perché valuti, ai sensi dell’articolo 30 dello Statuto Siciliano, l’incompatibilità di tali norme con le prerogative dello Statuto stesso; al Governatore della Regione, Rosario Crocetta, perché chieda al Governo e al Relatore del decreto legge Sblocca Italia di abrogare l’articolo 38 del D.L. n.133/2014 e, in caso di conversione in legge del decreto, di procedere all’impugnazione dell’articolo di fronte alla Corte Costituzionale, previa convocazione urgente dell’Assemblea Regionale Siciliana, per quanto di Sua competenza.

L’assessore all’ambiente Salvatore Cusumano dichiara che l’atto “manifesta la volontà del comune di Alcamo di partecipare all’iniziativa dell’Anci Sicilia volta a contrastare le trivellazioni nel canale di Sicilia; e la dura presa di posizione da parte dell’amministrazione è motivata dal fatto che l’articolo 38 del Decreto Legge n. 133 (pubblicato su GU n. 212 del 12 settembre 2014) e concernente “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, identificato come decreto “Sblocca-Italia”, prevede delle misure che potranno avere un significativo impatto anche sul territorio e sul mare della nostra Regione, aggravandone le condizioni già molto precarie; inoltre – prosegue Cusumano – nel decreto “Sblocca-Italia” tutte le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione in terraferma sono sottratte alle Regioni ed assegnate allo Stato, in contrasto con quanto stabilito nel Titolo V della Costituzione”.