Alcamo: Iuc, sconti per nessuno

L’introduzione della Iuc ad Alcamo, sigla che riunisce le imposte Imu, Tasi, Tari, prevede pesanti penali nei confronti dei contribuenti che proveranno a fare i furbetti. Nell’ambito del regolamento appena approvato dalla giunta guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre, che dovrà ricevere l’ok del consiglio comunale, sono previste pesantissime sanzioni per chi ometterà del tutto o parzialmente le comunicazioni inerenti i propri dati per il calcolo delle tariffe da applicare. Ad esempio in caso di mancata collaborazione del contribuente o altro impedimento alla diretta rilevazione, l’accertamento può essere effettuato in base a presunzioni semplici previsti da una norma specifica del codice civile che prevede calcoli forfettari. In caso di omesso o insufficiente versamento della Iuc risultanti dalla dichiarazione, si applica un articolo del decreto legislativo del dicembre 1997. Qui entrano in gioco le pesantissime sanzioni: in caso di omessa presentazione della dichiarazione si applica la sanzione dal 100 al 200 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Invece in caso di infedele dichiarazione si applica la sanzione dal 50 per cento al 100 per cento del tributo non versato con un minimo di 50 euro; ancora in caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario previsto entro il termine di 60 giorni dalla sua notifica si applica la sanzione da 100 a 500 euro. Ci sarà però anche possibilità di “condoni”, se così si possono definire: le sanzioni sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi. Le attività di accertamento e liquidazione saranno effettuate qualora l’importo del singolo tributo non versato, escluso sanzioni e interessi, sia superiore a 12 euro. La Iuc è composta da più parti: l’imposta Imu sul possesso di immobili (escluse le prime abitazioni), la tariffa Tari sulla produzione di rifiuti e quella Tasi, che copre i servizi comunali indivisibili, come illuminazione ed altri costi simili, con una quota anche a carico dei locatari. Di fatto quest’ultima oramai è diventata una vera e propria sostituita dell’Imu essendo stati tagliati dallo Stato gli introiti ai Comuni per la prima casa. Infatti proprio su Alcamo la giunta ha stabilito di applicare la tariffa quasi massima, al 2,5 per mille, per quasi tutti i contribuenti ad eccezione di chi ha redditi inferiori a 10 mila euro oppure valori catastali di immobili quasi irrisori. La Iuc è dunque una Service Tax composita, che si paga sia rispetto al possesso di un immobile sia alla sua locazione, applicabile tanto ai proprietari quanto agli inquilini. Quest’ultima è una mazzata anche per chi non risulta proprietari di immobili ma affittuario: da quest’anno anche loro dovranno pagare una quota del tributo.

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