Alcamo: isole ecologiche, presto il recupero

Presto torneranno in funzione le isole ecologiche installate in tutto il territorio alcamese. Il che vorrà dire che potranno essere attivati quei processi virtuosi che erano stati stabiliti a suo tempo per favorire il conferimento dei cittadini e l’abbattimento della tassa sui rifiuti. Il Comune in questi giorni ha provveduto ad affidare la gara d’appalto: ad aggiudicarsela la Urbania srl di Palermo, tra l’altro unica offerta ricevuta dal Comune, che ha presentato un impercettibile ribasso dello 0,15 per cento. Tanto è bastato però per accaparrarsi il bando: alla ditta palermitana ora il compito di effettuare il servizio di ripristino, messa in funzione e manutenzione di tutte le isole ecologiche. Considerando i necessari tempi tecnici per l’aggiudicazione definitiva della gara, si presume che subito dopo l’estate i lavori potrebbero anche partire. Si dovrebbe così superare un problema che in città si trascina oramai da quasi due anni e mezzo: da tanto tempo infatti queste isole ecologiche non funzionano. Guasti che l’Ato Trapani 1 non è riuscito mai a superare ed i motivi sono rimasti abbastanza sconosciuti. Per questa situazione si è addirittura innescato un vero e proprio contenzioso tra il Comune e l’Ato perché, a detta dell’ente municipale, sarebbe toccato alla società d’ambito riparare il guasto. Questione che è culminata addirittura con una denuncia per danno erariale alla Corte dei Conti dell’Ato Trapani 1: secondo una stima fatta allora il danno al software che aveva bloccato il meccanismo di funzionamento delle isole ecologiche ammontava a circa 100 mila euro. Con la riattivazione di questi siti si dovrebbe anche rimettere in funzione la tessera magnetica che era stata ideata nel 2010 dal Comune e che prevedeva il conferimento dei rifiuti con relativo sgravio in base alla quantità depositata. In pratica più si depositava nelle isole ecologiche e meno il cittadino pagava in bolletta. Per un anno il sistema funzionò ma alla fine il Comune fece marcia indietro e non garantì più alcuno sgravio ma solo dei piccoli premi. Onestamente una magra consolazione per chi invece sperava invece di vedere diminuita la già salatissima imposta, che oltretutto all’epoca subì impennate importanti che arrivarono anche all’80 per cento. L’attuale sindaco Sebastiano Bonventre aveva già annunciato la riattivazione di queste isole e di altri sistemi virtuosi con l’intenzione di abbassare i costi del servizio e del conferimento. Le 10 isole ecologiche installate ad Alcamo non sono costate mica una bazzecola all’allora governo regionale di Raffaele Lombardo: ben 1,2 milioni di euro. L’obiettivo era quello di dotare la città di strutture all’avanguardia che potessero sostituire i maleodoranti cassonetti. Questi ultimi effettivamente non ci sono più ma dei primi si sono perse le tracce.

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