Alcamo-Isola pedonale, quell’accordo mai attuato

L’intesa sulla istituzione della zona pedonale nel centro era stata siglata il 23 aprile dello scorso anno tra l’ex sindaco Bonventre e i commercianti del corso stretto di Alcamo. Nel documento veniva sottolineato che “l’amministrazione comunale ritiene che l’istituzione della zona pedonale debba essere preceduta e accompagnata da una serie di iniziative tese, da una parte, a rilanciare le condizioni di vivibilità del centro e, dall’altra, ad incrementare la presenza di residenti e di piccole attività artigianali e commerciali”. Nessuno dei nove punti previsti nell’accordo fino ad oggi è stato attuato e pertanto il centro storico continua ad affogare nel caos e nei gas di scarico delle auto. Questo torpore è stato scosso da alcuni giorni grazie al Comitato “Basta smog, andiamo a piedi”. Ed è subito guerra. Si è risvegliata l’Associazione del centro storico che del transito continuo delle auto si è fatta paladina. E tutti gli altri problemi che attanagliano questa zona iniziando dalla movida selvaggia perché non vengono affrontati dall’Associazione del centro storico. Tornando all’intesa Comune-negozianti era stato fissato in un anno il termine entro il quale attuare i vari punti. Ebbene il mese di aprile 2016 bussa alle porte e non è stato attuato alcun punto e pertanto tutto sembra dover rimanere in questo stato caotico. Ma il comitato “Basta smog, adiamo a piedi, è deciso a dare battaglia per l’istituzione subito dell’isola pedonale per poi iniziare a programmare meglio i vari interventi. L’isola pedonale nel corso stretto e non nella via Porta Stella, come di recente ha avanzato l’idea una grillina durante un meet up. Francamente una simile idea lascia a dir poco sbigottiti e allora, diciamo provocatoriamente, perché non in via Madonna dell’Alto da dove si raggiunge più facilmente piazza Bagolino? Liberare il corso stretto dalle auto è importante. Così come è importante conciliare le esigenze dei negozianti. Se ciò non è possibile decida di autorità il Comune. Oggi l’arbitro, ovvero il commissario comunale, si trova su un ring in attesa che suoni il gong che vede di fronte negozianti del centro e il comitato composto da associazioni ambientaliste, cultuali, scuole, ordini professionali etc…