Il 25 novembre 2025, da Alcamo a Trapani ed Erice, la provincia tornerà a vestirsi di rosso. Non un vezzo estetico, ma l’ennesimo avvertimento: quello contro la violenza sulle donne resta un fronte ancora aperto, dolorosamente attuale. Ad Alcamo il programma è partito già nei giorni scorsi con gli incontri ‘Io sono Franca’ all’Opera Pia Pastore. Previsto il 24 novembre la terza edizione di “La cultura della legalità contro la violenza sulle donne”, al Centro Congressi Marconi. Giudici, avvocati e servizi sociali si confronteranno sul quadro giuridico, mettendo a fuoco criticità e strumenti disponibili. Il giorno seguente, la Consulta Pari Opportunità accenderà di rosso il Monumento ai Caduti, e in quelli successivi servizi sociali, volontari e referenti della Consulta saranno al plesso Navarra con il progetto di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. La Bagolino invece ospiterà il convegno ‘Abbi cura di te’, con Chiara Petrone, Comandante dei Carabinieri di Alcamo e rappresentati dell’associazione Contro Tutte le Violenze.
A Castellammare del Golfo, il 6 dicembre, un convegno sulla medicina di genere proporrà una lettura più ampia del tema, richiamando l’attenzione su come il corpo femminile e la salute vengano ancora affrontati con approcci non sempre adeguati. Intanto cresce la rete territoriale. I comuni di Alcamo, Erice, Trapani, Castellammare del Golfo, Marsala, Salemi, Buseto Palizzolo, Campobello di Mazara, Capaci, San Vito Lo Capo e Menfi hanno aderito a “Facciamo Rete” e per il 25 novembre illumineranno di rosso i principali monumenti. A Erice, sarà attivo un servizio di ascolto telefonico nell’ambito della campagna “Se fa male non tenere la bocca chiusa”: tre ore per chi ha bisogno di un primo orientamento. A Trapani, il 26 novembre l’aula Sodano ospiterà incontri con associazioni e operatori impegnati nella prevenzione. Ma nessuna ricorrenza è sufficiente da sola. Il cambiamento non nasce dai manifesti né dai flash mob, ma da un lavoro lento e quotidiano: nelle case, nelle aule, negli uffici pubblici, nei tribunali, nelle relazioni personali. Gli eventi mostrano un territorio vivo, attento, deciso a non voltarsi dall’altra parte. Al tempo stesso tracciano un confine chiaro: non siamo al traguardo. Stiamo ancora indicando la direzione.