Alcamo. Immobili Ordinanze di sfratto, abusivi al contrattacco

La battaglia si combatte a forza di carte bollate. Si fronteggiano il Comune di Alcamo e cittadini che hanno realizzato immobili abusivi dove abitano da decenni, che hanno fondato, per iniziativa dell’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella “Il Movimento articolo 25”. L’ultimo capitolo della storia infinita è la risposta dell’avvocato Alessandro Finazzo alla richiesta di sgombero di immobili acquisiti al patrimonio del Comune. Notificate un centinaio di diffide con le quali il Comune, in questi giorni, è tornato alla carica per avere, entro 30 giorni, la piena disponibilità degli immobili. Nelle diffide del Comune è stato inserito un elemento di novità: ovvero un articolo del codice civile che prevede lo sfratto forzoso. L’avvocato Finazzo con un ricorso di sei pagine presentato ieri, citando leggi, regolamenti e sentenze della Cassazione, sostiene “che non esistono i presupposti perché si possa procedere allo sgombero coattivo degli immobili, così come è evidente che l’unica soluzione sia quella di procedere alla ricognizione delle abitazioni che ricadono in zone non soggette a vincolo di inedificabilità assoluta allo scopo di regolarizzare l’uso di tali case attraverso il pagamento del canone agevolato come previsto dalla legge”. “E a proposito di canone, gli abusivi – dice Ignazio Caldarella – hanno vinto le cause civili con le quali il Comune chiedeva un pagamento secondo i parametri dell’Agenzia dell’Entrate invece di quello per le case popolari, come da sempre da noi sostenuto”. L’avvocato Finazzo ha quindi diffidato il Comune “ad astenersi dal porre in essere atti o azioni esecutive relative notificate diffide di sgombero”. E ieri il “Movimento articolo 25”, tramite gli avvocati Saro Lauria e Alessandro Finazzo ha inviato una lettera ai vertici nazionali della Lega, Fratelli d’Italia e Movimento R2020 affinché si intestino “provvedimenti legislativi per una legge di sanatoria e condono edilizio per quelle abitazioni che ricadono nelle aree di inedificabilità relativa ad impatto ambiente zero, che in Italia sono oltre un milione e 200 mila”.