Alcamo, immigrati sotto ai portici. I residenti protestano e le forze dell’ordine li fanno sloggiare

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E’ entrato in funzione lunedì scorso, ad Alcamo, il campo immigrati che ogni anno accoglie i lavoratori extracomunitari che giungono in città per prendere parte alla vendemmia. La struttura, però, come ogni anno non riesce ad ospitare tutti quanti anche perché non può ricevere gli stranieri non in possesso di regolare permesso di soggiorno. I lavoratori, quindi, trovano alloggio in strada, sistemando cartoni e quant’altro anche nelle ville comunali e sui marciapiedi. Ieri, nel tardo pomeriggio, i residenti del condominio che sorge in viale Italia, di fronte alla scuola Mirabella, hanno allertato le forze dell’ordine. Un gruppo di extracomunitari si era infatti sistemato, con tanto di valigie e alimenti, sotto il porticato interno per evitare la pioggia e il freddo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la polizia e gli agenti municipali che hanno fatto un sopralluogo e invitato gli occupanti a lasciare il loro “alloggio” in quanto proprietà privata. Non si è registrato alcun problema e gli immigrati, pian pianino, hanno cominciato a fare avanti e indietro per togliere da sotto i portici tutte le loro cose. Il problema, comunque, potrebbe nuovamente verificarsi perché quello è l’unico porticato presente ad Alcamo e l’unico riparo per questi vendemmiatori che girano la Sicilia per lavorare. Qualcuno di loro, ieri sera, ha dichiarato alle forze dell’ordine di essere giunti in città da Catania. E dire che il campo immigrati, che da anni viene allestito fra settembre e ottobre, nasce proprio dall’esigenza di ospitare in una struttura adeguata i lavoratori extracomunitari e per evitare che gli stessi siano costretti a trovare riparo in posti di fortuna, con evidente disagio socio-sanitario anche per la cittadinanza alcamese.

L’iniziativa ovviamente non basta, anche perché arrivano molti stranieri irregolari, e ogni anno numerosi immigrati si sono ritrovati a dormire sotto le stelle, magari sui marciapiedi di via Pia Opera Pastore, o in piazza Pittore renda o all’interno della villa di piazza della Repubblica. Il problema rimane sempre tale e appare ancora di non facile soluzione. Bisognerebbe forse entrare nel merito di controlli sull’ingresso in Italia degli stranieri e partire proprio da qui. Ma questa è un’altra storia, con ben altre sfaccettature normative e sociali.