Alcamo, il Comune accerchiato da indagini a 360°

Un vulcano in ebollizione pronto ad esplodere o a conservare la lava al suo interno senza quindi provocare rumori o scuotimenti? Parliamo del Comune di Alcamo: ovvero di quel Palazzo dei veleni dove da anni si combattono a colpi di esposti alla Procura e Corte dei conti qualche consigliere comunale e dirigenti. Un vulcano nel mirino degli investigatori e in particolare della Polizia giudiziaria della Procura che quasi hanno aperto una filiale al Comune per la loro presenza quasi quotidiana. L’ultima indagine riguarda un impiegato del Comune che per far firmare un contratto d’appalto non telefona al titolare dell’impresa, risultato, secondo l’operazione di ieri dei carabinieri un prestanome, ma ai burattinai che muovono le fila dell’azienda. Apparentemente nella città dell’illegalità diffusa tutto sembra tranquillo, ma il fuoco sembra covare sotto le ceneri. Occhi puntati della magistratura in tante direzioni. Dagli incarichi per redigere il piano energetico alla gestione del servizio idrico, caratterizzato la scorsa estate da continue rotture alle condutture con turni che hanno superato i dieci giorni all’appalto con un unico concorrente per il Creative lab. E ancora indagini sulle riunioni delle commissioni consiliari degli ultimi tre anni della fallimentare gestione politico-amministrativa con uno stuolo di impiegati che da circa un mese è impegnato a fare fotocopie e poi riversare tutto su un dischetto. E ancora si trova in procura il fascicolo dell’ennesima denuncia sulla vicenda della pedemontana, che vede indagati, come atto dovuto conseguente all’esposto tre funzionari del comune. L’udienza camerale per decidere l’eventuale proroga delle indagini su questa vicenda chiesta dal Pm sarà decisa dl gip il prossimo 10 dicembre. Accertamenti di debiti fuori bilancio e e sui lavori di allungamento dell’asse viario del Viale Europa. C’è poi il capitolo di crediti non riscossi per carenza del personale dell’Ufficio legale tanto che il Comune ha deciso un bando per affidare incarichi ad esterni, ma non si capisce con quale metodo. Poi ci sono le tante vertenze sul lavoro e l’attenzione su vari argomenti della Corte dei conti, mentre ammontano ad oltre un milione i crediti dormienti non riscossi che rischiano di andare in prescrizione. Infine sembra che presto si aprirà un altro fronte con un esposto alle massime autorità provinciali dove numerosi cittadini massacrati dalla movida selvaggia chiederanno se il Comune ovvero qualche impiegato o impiegata può derogare a leggi esistenti dello Stato che regolano i decibel della musica sparata all’aperto. Nelle autorizzazioni si legge senza limiti e sino alle due di notte. Sarebbe violato il regolamento comunale che disciplina la musica all’aperto e l’articolo del codice penale sul disturbo della quiete pubblica. Inoltre nell’esposto per cercare di riportare la vivibilità nel centro storico verrà chiesto se viene rispettato il regolamento di Ps che autorizza tre concerti all’aperto l’anno da ogni locale e tassativamente dalle 22 alle 24. Un anno fa sulle deroghe del comune in materia di decibel investigatori avevano acquisito atti ma con il loro trasferimento si arenò l’indagine.