Alcamo: fuoco al magazzino della chiesa Madre

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Un altro incendio rende movimentata la nottata del centro storico di Alcamo. Ed ancora una volta si tratta di un raid doloso. Ad essere preso di mira la notte appena trascorsa un magazzino in piazza mercato di proprietà della Curia trapanese. Si tratta di un deposito che è di proprietà della chiesa Madre ma in disuso da diversi anni. Ad intervenire i vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno celermente spento il rogo che aveva già aggredito buona parte del portoncino. Sulle cause non ci sono dubbi: si tratta di un raid doloso. Qualcuno ha utilizzato del liquido infiammabile facendo quasi una sorta di miccia, innescando il fuoco qualche metro più avanti rispetto al portoncino in legno. I pompieri sono giunti sul posto in pochissimi minuti spegnendo le fiamme in questo modo riuscendo a contenere i danni. Alla fine si è danneggiata seriamente solo una delle due ante dell’ingresso. Ad avere aperto un’indagine i carabinieri della Compagnia di Alcamo che al momento non escludono alcuna pista. Sono stati effettuati alcuni rilievi sul posto alla ricerca di elementi utili che possano in qualche modo aiutare le indagini ad incanalarsi verso una precisa direzione. Pare comunque che gli inquirenti stiano seguendo in particolare l’ipotesi di un atto vandalico. Non ci sarebbero apparentemente motivazioni valide per far credere ad un movente di ritorsione dietro a questo gesto. Inoltre proprio perché il magazzino è in disuso i carabinieri ritengono che sia poco credibile l’ipotesi che qualcuno per ritorsione abbia arrecato un danno simile. Ma al momento si tratta solo di ipotesi che non portano ad alcuna certezza per l’appunto e proprio per questo motivo i carabinieri non abbandonano nessun’altra possibilità. Tra l’altro questo episodio arriva al culmine di una catena di incendi dolosi in città: ben 5 negli ultimi 17 giorni. La cosa più inquietante è che due di questi hanno riguardato per l’appunto luogo di culto. Infatti lo scorso 24 luglio fu incendiato il portone d’ingresso al convento attiguo all’entrata principale della chiesa di Santa Maria di Gesù. In quel caso le fiamme sono partite da alcuni sacchetti di plastica che erano stati lasciati proprio all’ingresso del convento. In tal senso però le indagini non sembrano seguire la pista di un possibile collegamento tra i due fatti. Secondo indiscrezioni che trapelano dagli ambienti investigativi non sembra che i carabinieri ritengano che dietro a questi due fatti ci possa essere un’unica regia. Molto più facile invece che si tratti di fatti isolati, forse entrambi maturati nel contesto di incursioni vandaliche. In questi 17 giorni sono stati dati alle fiamme anche due auto e il portone d’ingresso di un’abitazione.