Alcamo: fuoco ad un chiosco di fiori

ALCAMO – Fuoco in un chiosco per la vendita di fiori in via Spirito Santo ad Alcamo. Intorno alla mezzanotte si sono sprigionate le fiamme che hanno avvolto nel giro di pochi minuti la struttura prefabbricata totalmente realizzata in legno. La alte lingue di fuoco hanno quasi totalmente annerito la pareti esterne e distrutto l’attrezzatura all’interno e i fiori che vi erano depositati. L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte: ad intervenire i vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno spento le fiamme dopo circa due ore. Il rogo si è alimentato a causa della presenza di legno e di materiale molto infiammabile. La tempestività dei soccorsi ha permesso di evitare che le fiamme potessero totalmente distruggere il chiosco: le pareti esterne infatti sono rimaste intatte, seppur annerite, e dunque la struttura è stata dichiara agibile. Il proprietario questa mattina ha iniziato i lavori di sistemazione e pulitura. Ad indagare sul caso il commissariato di pubblica sicurezza di Alcamo che sta al momento cercando anzitutto di capire la cause dell’incendio. Secondo il referto dei vigili del fuoco non è stato possibile risalire alle cause. Sul posto infatti non è stato trovato alcun elemento che possa ricondurre all’esatta origine del rogo. Le fiamme hanno avuto un effetto devastante all’interno tanto che è andato distrutto tutto. Impossibile quindi capire se il rogo possa essere stato causato magari da un corto circuito dell’impianto elettrico esistente. Le violente fiamme hanno anche eventualmente distrutto ogni traccia di un possibile raid di origine dolosa. In giornata il commissariato di polizia ascolterà il titolare del chiosco, un uomo di 45 anni. Gli investigatori non tralasciano alcuna ipotesi anche se la pista maggiormente battuta sembra essere quella del dolo. Si sta scavando nella vita privata e lavorativa del titolare dell’attività commerciale, uno storico chiosco che da tantissimi anni opera nella via Spirito Santo. Si ipotizza che alla base del possibile raid doloso ci possa essere stati screzi interni alla famiglia, ma non si esclude nemmeno possibili contrasti sorti nell’ambito dell’attività lavorativa, magari per ragioni di concorrenza. Al momento resta invece più distante l’ipotesi della possibile mano della criminalità organizzata considerata la tipologia di attività commerciale i cui proventi possono essere considerati molto limitati. Gli agenti di pubblica sicurezza hanno aperto un fascicolo d’indagine anche per appurare eventuali conoscenze e parentele del titolare dell’esercizio commerciale.