Alcamo, fornitura dell’acqua in tilt

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Sono le sequenze drammatiche di un film che si ripete da oltre un quarto di secolo. Ma nell’ultimo anno la situazione è notevolmente peggiorata tanto che ci sono alcamesi che temono di non vedere più scorrere acqua dai rubinetti delle abitazioni, erogata col contagocce e con notevoli difficoltà nel conoscere quando in quel quartiere il Comune aprirà le saracinesche per rifornire le abitazioni degli alcamesi. Ore 10 di oggi al Bottino. Due grosse autobotti prelevano acqua potabile. Una è in attesa del turno. Un’altra arranca sul tornantino che porta allo spiazzale, mentre le code ai rubinetti sono sempre più lunghe. Acqua potabile per tutti gli usi. Per piscine. Per annaffiare. Per spegnere incendi e così via. La capacità di un’amministrazione comunale si misura con la qualità dei servizi che riesce ad erogare ai propri cittadini, altrimenti rimane di attualità una frase (nel “Gattopardo”)  di Tancredi Falconeri, nipote del principe, Salina che afferma:”Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Ad Alcamo  da tantissimi anni non è cambiato niente nonostante al primo posto nelle dichiarazioni programmatiche di tutti i sindaci figuri la volontà di risolvere il problema delle forniture dell’acqua. Ad Alcamo, invece, i disagi sono notevolmente aumentati nell’ultimo anno con la chiusura dei pozzi che andavano regolamentati e che oggi dovrebbero essere requisiti. Disagi  sia per la carenza del prezioso liquido, acquistato dal Comune a caro prezzo (0,69 centesimi a metro cubo più Iva da Siciliacque, spesa in un anno di un milione e 300 mila euro), sia per una programmazione che va rivista immediatamente perché il Comune sembra stia navigando a vista. Autobotti in fila per consegnare l’acqua potabile acquistata, dopo una lunga trafila. Acqua usata per tutti gli usi.  Un vero peccato perché il continuo prelievo dal Bottino fa diminuire la portata che dovrebbe, attraverso la rete idrica, arrivare nella abitazioni. Alcamo città di gente paziente. Rassegnata e pronta individualmente ad affrontare le difficoltà quotidiane, anche quelle che dovrebbero  risolvere le amministrazioni comunali. E per l’acqua pronte class action per farsi rimborsare dal Comune. Il ragionamento è semplice. Se a casa mia non arriva l’acqua ed io acquisto quella potabile, presa dal Bottino quindi pubblica, che dovrebbe essere immessa nella rete idrica interna, perché debbo pagare il trasporto? E’ più logico pagare al Comune solo la richiesta di acquisto dell’acqua, che l’Ente non riesce a far arrivare a casa. L’invito è quello di conservare le fatture dei trasporti che variano da 40 a 60 euro a consegna. Il comitato uscirà presto allo scoperto ed una simile iniziativa è stata intrapresa qualche mese fa dallo studio legale dell’avvocato  Lauria. Gli alcamesi sono stanchi di affrontare emergenze quotidiane come la fornitura idrica e si chiedono se il prefetto è a conoscenza della grave situazione. Se le forze dell’ordine hanno segnalato la gravità del problema alle massime istituzioni provinciali e regionali.  Organizzazioni di categoria hanno chiesto un incontro col prefetto e sono in attesa di essere chiamati. Solleciteranno la requisizione di pozzi privati per prelevare acqua non potabile per come si è fatto dal mese di agosto del  2002, fino allo scorso anno. La decisione di usare i pozzi privati venne presa dopo un vertice a Trapani col prefetto, Genio civile e Comune di Alcamo. Il 9 agosto del 2002 venne emanata un’ordinanza sindacale  “per attingere acqua da pozzi privati per uso antincendio, irriguo e forniture non potabili”. Oggi invece acqua potabile multiuso. Il Comune di Alcamo un mese fa ha pubblicato due manifestazioni di interesse per usare acqua per usi potabili e non potabili da pozzi privati, Per l’uso potabile sembra sia arrivata una sola offerta. Nessuna per non potabile. La situazione è quindi destinata ad aggravarsi ed il Comune dovrebbe agire con quella tempestività, coca che fino ad oggi non ha fatto, che l’emergenza acqua richiede, trovando soluzioni per venire incontro alle legittime richieste degli alcamesi, che sopportano in silenzio mentre nel recentissimo passato su piattaforme web, bidon day, social e altro piovevano su chi amministrava un diluvio di critiche su tutto, spesso anche strumentali. Dove sono oggi i contestatori su facebook? Intano da oltre un anno, ovvero tempi biblici,  si attende l’inizio dei lavori per ripristinare le sorgenti di Cannizzaro. Lavori che dovrebbero avere il carattere della priorità assoluta.