Alcamo, erogazione idrica un’emergenza infinita

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Ore 9,30 piazza Libertà. Un’autobotte del Comune, posteggiata davanti l’ingresso sta fornendo l’acqua al commissariato di Pubblica sicurezza di Alcamo. Un’immagine che rappresenta la fotografia di un fallimento: quello di non essere in grado di garantire un minimo di fornitura d’acqua alle abitazioni  degli alcamesi. Quando va bene l’acqua arriva nei vari quartieri ogni sette giorni. Un’eternità in una città che vuole definirsi civile. Quando non va bene l’attesa supera i dieci giorni, costringendo molti alcamesi ad acquistare quello che definire oro bianco non è un’esagerazione. Una città in ginocchio. Un Comune, che da oltre due mesi non riesce più a garantire una regolare per così dire,  erogazione di 4-5 giorni. E come da relazioni recenti degli uffici finanziari i costi del servizio con il contratto per avere l’acqua di Montescuro, ma dov’è, sono notevolmente aumentati. Per una decina di mesi oltre 650 mila euro. Non si tratta di numeri presi a caso, ma da relazioni ufficiali scritte dagli uffici. Perdurando questa situazione, considerato che non si intravvede una soluzione, cosa succederà al rientro ad Alcamo dei cittadini in villeggiatura? A rischio l’apertura delle scuole. A rischio vari servizi nella citta senza…ovvero quella di Alcamo. C’è un’indagine dei carabinieri sul servizio idrico. C’è la necessità che il commissario Arnone si attivi presso Prefettura e Protezione civile, per cercare aiuto allo scopo di superare questa lunghissima emergenza. C’è la necessità di accertare se ci siano responsabilità e chi ha sbagliato, a tutti i livelli, paghi come si fa nelle aziende private serie e non come succede negli Enti locali dove vige l’immunità.