Alcamo: Emergenza idrica, turni a 8 giorni

 

Diventa sempre più difficile la condizione del servizio di erogazione idrica ad Alcamo. Il Comune questa mattina informa che addirittura i turni, che già erano slittati da 4 a 5 giorni, ora sono arrivati a ben 8 giorni. “I tempi di erogazione si sono allungati – si legge nella nota emanata dal Settore Servizi tecnici del Comune – a causa delle ultime perdite riguardanti le condotta esterna di Dammusi, dove il terreno è soggetto a continue frane, mentre per quanto riguarda Cannizzaro l’impianto ha ripreso a funzionare”. Nonostante tutto, però, persistono i problemi di funzionalità del servizio ed anzi si sono ulteriormente aggravati. Con l’estate che oramai pare essere entrata a pieno regime in città, con le sue altissime temperature che superano abbondantemente i 30 gradi ogni giorno, la penuria d’acqua diventa molto più che una semplice emergenza. “I tecnici del Comune – sostiene il Settore dei Servizi tecnici – sono costantemente al lavoro per provvedere alle riparazioni del caso e naturalmente, non appena possibile saranno ripristinate le turnazioni precedenti”. L’ultima cronica carenza idrica si è verificata ad Alcamo nell’aprile scorso quando addirittura l’acqua non arrivò nelle case per ben 10 giorni. Allora l’ufficio acquedotto lanciò l’allarme e parlò di perdite alla condotta di contrada Cannizzaro che si andavano mopltiplicando. Nonostante le continue riparazioni si sono nel frattempo verificate altre rotture lungo la rete, molto delle quali non affioranti. La ditta incaricata ed i tecnici del Comune hanno quindi avviato una sorta di ricognizione della conduttura, lunga diversi chilometri e che si espande sino ad alcuni valloni dove purtroppo non sono facili le condizioni logistiche per potere effettuare eventuali interventi di riparazione. Ed effettivamente una di queste perdite è stata trovata in un vallone fra Alcamo e Partinico. La sorgente di Cannizzaro è la più preziosa per Alcamo: da qui arrivano all’incirca 50 litri di acqua al secondo, più della metà del fabbisogno giornaliero dell’intero territorio. Da anni ci si interroga sulla necessità di provvedere ad una totale sostituzione della rete idrica ridotta oggi ad un vero e proprio colabrodo. Ma la cosa non è affatto facile: secondo una stima dei tecnici del Comune per la sostituzione servirebbero qualcosa come 2 milioni di euro, soldi di cui il Comune, che da due anni consecutivi sfora il patto di stabilità ed ha vincoli e risorse finanziarie in meno, non dispone in cassa. Il problema reale resta invece sempre quello per la città: la carenza di una rete di distribuzione vecchia ed obsoleta, oltre che logisticamente scomoda. Infatti le sorgenti sono distanti e quindi è stato necessario realizzare una rete di appresamento lunga decine di chilometri con la conseguenza quasi fisiologica di rotture che si ripetono ciclicamente. Il Comune sta lavorando da tempo ad un’alternativa, se si considera che altri 10 litri di acqua al secondo provengono dal dissalatore di Trapani, impianto che anch’esso si ferma spesso e volentieri.

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