Alcamo Emergenza idrica, caccia aperta ad un po’ d’acqua

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Quella dell’erogazione idrica ad Alcamo è una storia infinita, caratterizzata da tanti capitoli e tante promesse, delle quali è difficile stabilire la parola fine dei disagi. Turni che saltano per la necessità di fare accumulo nei serbatoi comunali del Bottino, che a causa dei prelievi no stop delle autobotti quasi mai raggiungono un livello tale da garantire una puntuale distribuzione dell’acqua. Succede anche che le condutture esterne necessitano di riparazioni e quindi indovinare il giorno che arriva l’acqua nei vari quartieri è più difficile di centrare un terno al lotto. In inverno, grazie alle abbondanti piogge e quindi solo per merito di condizioni metereologiche favorevoli, i turni si riducono per poi lievitare nuovamente. Acqua venduta a caro prezzo dal Comune di Alcamo e via vai di autobotti. Acqua acquistata a 0.69 centesimi più Iva a metro cubo da Siciliacque con un esborso di oltre un milione di euro l’anno, che chiaramente pagano gli alcamesi. Si paga anche l’acqua che si perde nelle condutture interne perché il contatore di Siciliacque gira a pieno regime. Non sono girati, almeno sino alla tarda mattinata di oggi, i contatori dei quartieri dove, dopo cinque giorni, l’acqua non è arrivata. E poi i lavori infiniti per riutilizzare i 40 litri al secondo delle sorgenti di Cannizzaro. Da mezzo secolo solo promesse per le forniture d’acqua come succede anche oggi in tempi in cui l’amministrazione strombazza ai quattro venti, con propri comunicati, che nelle redazioni dei giornali si chiamano marchette, la soluzione del problema. Intanto ad Alcamo si continua a soffrire in silenzio. Non si leva alcuna voce dal Palazzo di città dove non esiste opposizione in consiglio comunale. Qualche raro intervento mirato più a farsi un giro sui mass media, molti dei quali pubblicano solo comunicati stampa, mentre invece si dovrebbe approfondire l’argomento. Silenzio totale mentre con il caldo dell’estate avere poca acqua è un grave disagio e per fortuna buona parte degli alcamesi oggi abitano nella case di villeggiatura alleggerendo, solo in teoria, la distribuzione in città. Lo scorso anno in questo periodo qualche timida protesta al bottino da parte di una trentina di persone quando invece ad Alcamo sarebbe necessaria una vera mobilitazione. E poi viene da chiedersi che fine ha fatto il comitato “Senz’acqua”, costituitosi lo scorso mese di gennaio e composto in  prevalenza da donne? Lettere vennero mandate a varie autorità avente per oggetto la distribuzione idrica. Di quel comitato che si chiama “Senz’acqua” abbiamo sei mesi fa mandato un servizio e intervistato alcune delle promotrici. Da sei mesi non abbiamo più notizie ma il problema erogazione idrica continua a rimanere sempre alla ribalta.