Alcamo-Emergenza acqua, la Confartigianato: intervenga il prefetto

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La richiesta al prefetto della convocazione di una conferenza di servizi alla quale invitare sindaco e amministratori del Comune di Alcamo. Consiglieri di tutti i colori politici. Rappresentanti delle organizzazioni di categoria ed associazioni e funzionari del Genio civile. La prima richiesta sul tavolo la dichiarazione dello stato di calamità.  L’iniziativa parte dalla Confartigianato di Alcamo il cui responsabile è Giuseppe Orlando. L’iniziativa rappresenta un nuovo capitolo della storia infinita della carenza di acqua ad Alcamo, aggravatasi negli ultimi mesi. La proposta al prefetto di Trapani arriva poco dopo 48 ore della decisione di un gruppo di titolari di autobotti private di lasciare i propri camion nei garage, stanchi per il perdurare di crescenti difficoltà nell’approvvigionarsi d’acqua al Bottino dove funzionano due distributori di acqua. Lunghe attese. Proteste da parte degli alcamesi che dopo essersi sottoposti a lunghe code per presentare le istanze al settore Servizi tecnici debbono attendere anche oltre le 48 ore per vedere arrivare l’acqua nelle proprie abitazioni. Acqua  di sorgente  per tutti gli usi. Per annaffiare piante. Per la pulizia degli immobili o auto. Per riempire piscine. Una vera beffa nei confronti di quegli alcamesi che debbono attendere mediamente sette giorni per vedere scorrere, per un paio d’ore, l’ acqua dai rubinetti. La Confartigianato ha aderito al suggerimento dei servizi nei tg di alpauno che da oltre un mese, considerata l’eccezionalità del problema acqua, sollecita l’intervento del prefetto per requisire pozzi privati. Si potrebbe utilizzare quest’acqua per usi non potabili e alleggerire così il prelievo dal Bottino, che provoca una diminuzione dello scorrere del prezioso liquido nella rete idrica interna. Il prefetto è a conoscenza della grave situazione alcamese? Esistono  rapporti delle forze dell’ordine che illustrano alle autorità provinciali lo stato dell’arte delle forniture idriche ad Alcamo ? Se così fosse la massima autorità provinciale potrebbe intervenire autonomamente nel chiedere  rapporti al Comune. Ringraziamo tutti quei cittadini alcamesi per le attestazioni di stima ad alpauno che affronta quotidianamente l’emergenza idrica. I nostri suggerimenti per cercare di attenuare il problema emergenza acqua non vogliono essere critiche ai signori del Palazzo, ma aiutare, collaborare  tutti insieme per cercare  soluzioni. I nostri suggerimenti di oggi sono sulla stessa scia della manifestazione, che il 12 maggio 2013, mise in atto il Movimento cinque stelle in piazza Ciullo. Venne denominata dai pentastellati “Bidon day” con banchetti informativi di fronte al Comune, dove oggi amministrano, sollecitando proposte e idee sul problema acqua, e invitando gli alcamesi a portare bidoni vuoti. Anche oggi i bidoni sono vuoti, così come quella piazza Ciullo che si voluta fare apparire come piazza Venezia quando folle oceaniche andavano ad ascoltare Benito Mussolini quando invece il comizio è stato seguito da poche persone. Così come  consiglieri comunali farebbero bene a non postare foto su tutto anche per sopralluoghi alle sorgenti, il cui livello è calato per la siccità. E dopo le foto cosa rimane? Cosa fanno ? Perché non scendono in campo tutti i consiglieri comunali alcamesi opposizione, compresa  e formano una delegazione per incontrare il prefetto sull’emergenza idrica ad Alcamo? E si potrebbe invitare anche Peppe Grillo e la Casaleggio associati se la loro presenza aiuta ad alleviare i disagi. La mobilitazione generale è molto più importante delle foto postate sui social dove molti le sparano grosse sapendo il minimo dando sentenze  su qualunque tema. Al prefetto si potrebbe chiedere anche di accelerare le procedure per dare inizio ai lavori alle sorgenti di Cannizzaro, appaltati da quasi un anno e che ancora non decollano. L’emergenza idrica e ora il blocco delle autobotti private debbono essere da sprone agli amministratori a cercare di alleviare i problemi delle forniture d’acqua, senza dimenticare che per comprare l’acqua di Montescuro da Siciliacque si prevede una spesa per il 2017 di un milione e 300 mila euro. Fermo restando  che è giusto che ci sia una regolamentazione su pozzi privati la Confartigianato di Alcamo, presieduta da Giuseppe Orlando, lancia un appello alla mobilitazione sul dramma dell’acqua.