Alcamo e Castellammare del Golfo con l’emergenza umido: fuori dal tunnel?

0
647

Si va verso l’uscita dall’emergenza rifiuti in buona parte della provincia trapanese dove da 10 giorni non si raccoglie più la frazione umida. Da oggi a Castellammare del Golfo si torna a raccogliere il rifiuto porta a porta, nella vicina Alcamo al Comune sono arrivate precise rassicurazioni sulla riapertura della discarica. A meno di clamorosi intoppi dell’ultima ora quindi i Comuni che fanno parte della Srr Trapani nord (oltre ad Alcamo e Castellammare del Golfo anche Buseto Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Paceco, Pantelleria, San Vito Lo Capo, Trapani e Valderice, ndc) torneranno a scaricare regolarmente l’umido nelle rispettive piattaforme per poi smaltire nella discarica del catanese. Per l’esattezza tutto si è ingolfato per degli interventi di manutenzione alla discarica dove si conferisce l’umido. L’ultima volta che si era riusciti a conferire era stato venerdì 15 marzo, da allora i cancelli del sito catanese si erano chiusi e sino a ieri non è stato possibile scaricare. Il peggio a questo punto sembra essere passato anche se le strade di molti centri cittadini sono letteralmente invasi da sacchetti di umido. Nelle viuzze del centro storico di Alcamo, solo per fare un esempio, si sono create vere e proprie microdiscariche a cielo aperto negli angoli e agli incroci. “Abbiamo parlato con i responsabili della piattaforma di Carini dove portiamo l’umido per un primo trattamento poi smaltirlo nel catanese – afferma il sindaco di Alcamo – e ci è stato assicurato che da domani (oggi per chi legge, ndr) si potrà tornare a conferire. Da noi quindi, se non ci saranno altri dietrofront, si ripartirà con il turno settimanale del mercoledì”. “Lieti per la riapertura, l’auspicio è che il problema non si ripresenti nel sito di conferimento e la raccolta proceda regolarmente – afferma il sindaco Nicola Rizzo -. Continuiamo a monitorare la situazione ed a lavorare perché possano essere previste soluzioni definitive ed alternative agli impianti sovraccarichi”.