Alcamo-Domani va via il segretario del Comune, addio annunciato al veleno

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Domani sarà l’ultimo giorno di lavoro dietro la scrivania della segreteria generale del Comune di Alcamo per Cristofaro Ricupati. Si chiude così la sua lunghissima esperienza al Comune di Alcamo: ben 10 anni ed un mese esatti. Un addio che però lascia dietro di sè molti strascichi polemici e contorni ancora tutti da decifrare. Era l’1 agosto del 2006 quando Ricupati si insediò al municipio alcamese. Si tratta della sua più lunga esperienza all’interno di un Comune. In precedenza aveva “peregrinato” da ente locale ad ente locale mediamente ogni tre anni, alcune esperienze durarono anche meno, sempre in provincia di Palermo. Tra queste anche dirigente prefettizio con incarico di vicesegretario al Comune di Bagheria quando venne sciolto per mafia, ed allora a presiedere la commissione straordinaria vi era il prefetto Fulvio Sodano. Anche ad Alcamo ci ha messo poco Ricupati a farsi vedere e sentire: professionista inflessibile, tutto di un pezzo, amante della burocrazia dalla macchina sempre ben oleata. Temuto dagli impiegati amanti dell’ozio, che essi siano dirigenti, dipendenti o precari. Il suo percorso al municipio della città di Ciullo si chiude qui: dall’1 settembre si trasferirà nella vicina Terrasini a cui ha chiesto collocazione lo scorso 5 agosto. Una mossa che anticipa i veleni al palazzo di città che da tempo si respirano. Il neosindaco del Movimento 5 Stelle Domenico Surdi lo ha “liquidato” con poche scarne parole di ringraziamento nella sua pagina facebook. Niente di personale, garantisce il primo cittadino, ma onestamente in pochi credono a queste parole di circostanza. Che Ricupati avesse i giorni contati era anche abbastanza prevedibile: il gruppo parlamentare dei pentastellati all’Ars, in primis con l’alcamese Valentina Palmeri, aveva chiesto la rimozione nel 2014 di Ricupati all’allora sindaco Sebastiano Bonventre per via di una condanna avuta in primo grado per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Lui però non fu mai rimosso, anche per via di una ben precisa circostanza normativa, e poi venne assolto in appello. Le scorie quindi erano rimaste, eccome. Poi le ultime vicende hanno solo inasprito un rapporto mai consolidato: Ricupati infatti ha prima annullato la delibera con la quale il suo vice, Marco Cascio, aveva dato l’ok per l’adeguamento delle indennità di sindaco e giunta del 5 per cento ai valori Istat. Ricupati avrebbe rilevato due violazioni in questa delibera: la prima per la mancata attestazione di regolarità da parte del dirigente del Settore finanziario e la seconda per la pubblicazione dell’atto oltre il termine dei tre giorni per i provvedimenti di immediata esecutività. Un pasticcio nel pasticcio se si considera che sarebbe contestato dallo stesso Ricupati anche il mancato taglio del 10 per cento delle indennità per effetto di una norma nella finanziaria del 2006. Manovra che ha evitato una decurtazione per sindaco e giunta di quasi 80 mila euro annui. Su questo gli stessi dirigenti sono spaccati tra chi sostiene questa tesi e chi invece asserisce che tale taglio non vada applicato al Comune di Alcamo. In precedenza lo stesso Ricupati aveva avviato un procedimento disciplinare nei confronti proprio di Cascio che pare sia stato un forte sostenitore in campagna elettorale dello stesso Movimento 5 Stelle. Questo sarà un altro capitolo a parte tutto da dipanare ancora.