Alcamo: dissesto idrogeologico, nuova mappatura

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ALCAMO (TP) – Nuova mappatura del rischio idrogeologico nel territorio di Alcamo. Il Comune ha predisposto di aggiornare il Piano di Protezione civile per l’individuazione per l’appunto di aree a rischio frane o smottamenti. Un lavoro necessario dal momento che Alcamo è stata definita come zone ad alto rischio di dissesto idrogeologico dalla Protezione civile regionale in più occasioni. Con apposita determina il sindaco Sebastiano Bonventre ha dato incarico esterno ad un geologo, l’alcamese Antonino Cacioppo, con l’obiettivo di realizzare una nuova e accurata mappatura dei rischi idrogeologici. A lui sono andati poco più di 4 mila e 500 euro per completare le operazioni entro i prossimi 30 giorni. Nello specifico il professionista dovrà presentare lo studio degli aspetti morfologici e di tutte le altre notizie di carattere geologico presenti nel territorio e i disegni grafici in scala, in numero adeguato, ad individuare e meglio illustrare i rischi presenti nel territorio comunale, come previsto nelle linee guida per la predisposizione dei Piani di Protezione civile provinciali e Comunali in tema di rischio idrogeologico. Neanche a dirlo l’area a maggior rischio resta Alcamo Marina, vittima di enormi speculazioni edilizie a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 e proseguite nei decenni successivi. Un’area che alla vista appare come un gigantesco “bosco di case” addossato alla lunga spiaggia limitrofa e alle fragili colline retrostanti di calcari e arenarie recenti. Si tratta proprio per questo di una zona ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico tanto che la stessa protezione civile regionale più volte ha lanciato l’allerta al Comune in caso di maltempo per il concreto rischio di frane nei pressi soprattutto di fiumi e torrenti a rischio di esondazione, in particolare nella zona costiera di Alcamo Marina. Nella zona marinara alcamese vi sono evidenti danni strutturali che insorgono agli edifici esistenti, soprattutto in quelli costruiti nei pendii a forte rischio di dissesto idrogeologico, che denotano già segni di cedimenti strutturali diffusi costringendo i proprietari a costosi e frequenti interventi volti a mettere in sicurezza le costruzioni. Da non dimenticare il tragico evento che investì Alcamo Marina quando nel 2009 un infermiere di 60 anni morì a causa dello straripamento del fiume San Bartolomeo, a pochi passi dalla sua abitazione. Qui esiste un agglomerato di abitazioni costruito abusivamente. E si sa che, con una forte inurbazione, il pericolo concreto è quello di deviare i corsi dei fiumi creando per l’appunto pericolosissime situazioni di dissesto.