Alcamo, depuratore sotto-dimensionato e reati ambientali. Procuratore Agnello svela indagini

Gravissimi episodi di inquinamento che offendono la bellezza del territorio e del mare. La situazione nel trapanese non è assolutamente confortante. Questo è altro sono stati al centro dell’audizione del procuratore della repubblica di Trapani, Maurizio Agnello, dinanzi la commissione di inchiesta su rifiuti e illeciti ambientali. Il magistrato ha parlato di tutto, anche della mancanza di depuratori o di autorizzazioni scadute degli stessi impianti depurativi, di fanghi e ilquami finiti a galleggiare sulla costa di Trapani e per i quali  “la Procura ha tre indagati”.

I procedimenti in corso riguardano anche Alcamo dove c’è “un depuratore sottodimensionato”. Impianto per il quale, dopo l’esposto di un cittadino, sono state avviate indagini sugli  sversamenti in un corso d’acqua e relative chiazze nere in mare, nei pressi della foce del torrente Calatubo. Sempre ad Alcamo c’è tuttora n corso un’indagine della Guardia di Finanza per inquinamento ambientale e frode nelle pubbliche forniture. Indagati ti sono l’ATI che gestisce il depuratore di Vallone Nuccio, il direttore esecutivo e il direttore tecnico della gestione.

Sono accusati di violazioni sia al codice penale che al ecreto legislativo del 2006. Si tratta, nel secondo caso, della norma che prevede provvedimenti per chi fa funzionare un depuratore anche se l’autorizzazione è scaduta o sospesa e deve ancora essere completato l’iter per il rinnovo. Nelle ultime due estati il mare prospiciente la foce del torrente Canalotto si é più volte colorato di nero o di giallastro. Il corso d’acqua riceve il ‘Nuccio’, corso d’acqua che riceve gli scarichi proprio del depuratore comunale.