Alcamo-Crediti non riscossi da 30 anni dal Comune: fardello da quasi 23 milioni

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Il Comune di Alcamo probabilmente destinato a perdere per strada qualcosa come quasi 23 milioni di euro. Sono i crediti non riscossi nell’ultimo trentennio dal municipio e che oggi vengono iscritti come “difficilmente riscuotibili” per i più svariati motivi ma in particolar modo per cause da addebitare alla prescrizione. Vale a dire che troppo tempo è passato senza che nessuno chiedesse queste somme e di conseguenza è scattata l’automatica decadenza dei diritti da parte dell’ente locale. Secondo quanto appena certificato dalla giunta attraverso il risultato presunto di amministrazione per l’anno 2016 emerge che il fondo crediti di dubbia esigibilità è pari a 22 milioni e 791 mila euro. Si tratta per l’appunto di crediti che difficilmente potranno essere oramai più incassati che il Comune vanta addirittura dal 1987 e sino al 2010. Per lo più si tratta di imposte non riscosse, ma in mezzo ci sono anche multe mai pagate o anche contenziosi conclusisi a favore del municipio in sede di tribunale le cui liquidazioni però non sono state più chieste. Un vero e proprio patrimonio che è destinato però a restare solo un ricordo. Ora l’attuale amministrazione guidata dal Movimento 5 Stelle, in carica dal giugno scorso, si deve rimboccare le maniche perchè dal 2011 in poi c’è un altro patrimonio che rischia altrettanto di andare in fumo. Ci sono somme importanti da dovere riscuotere. Un primo passo venne fatto in tal senso dall’allora amministrazione del sindaco Sebastiano Bonventre. Sono emersi tutta una serie di crediti vantati nell’ambito di controversie giudiziarie. Saltarono fuori le ditte che gestivano il servizio di carro attrezzi e su cui ci fu pure un’indagine giudiziaria, oppure il caso dell’ex vigile urbano condannato perchè intascava le multe, o ancora un ex dipendente che deve restituire parte dei soldi in seguito alla revisione di una precedente sentenza a lui favorevole. In mezzo a questi crediti ci sono anche migliaia e migliaia di cartelle esattoriali mai riscosse per le difficoltà dell’ente a perseguire morosi ed evasori. Con la successiva gestione commissariale del municipio è stato avviato il recupero crediti con incarichi esterni ad avvocati. Ma oramai quello che è perso è perso. Le cause restano per lo più oscure: in passato si è sempre parlato di carenza d’organico negli uffici preposti. E se così fosse si comincia a fare decisamente fatica a capire dove siano effettivamente i 700 e più dipendenti comunali, su cui grava la maggior parte della spesa corrente pari a 42 milioni di euro in un anno per pagare i loro stipendi, dal momento che le stesse carenze si registrano per gli operai del verde, per la manutenzione, per la pulizia delle spiagge e per il comando di polizia municipale. Insomma, dove questo personale sia collocato è difficile a sapersi e soprattutto quali sono le sue mansioni.