Alcamo-Controlli antiassenteismo del Comune, ennesima sanzione: beccata educatrice di asilo nido

Continuano i controlli a tappeto da parte del Comune di Alcamo sui propri dipendenti e contrattisti. La scure delle verifiche è ricaduta in questi giorni su un’educatrice di asilo nido, beccata fuori di casa nel corso di una visita fiscale commissionata dal municipio. Per lei è arrivata la decurtazione di 3 giorni di stipendio, tanti quanti erano stati i giorni di malattia richiesti. Secondo la ricostruzione del Settore Risorse umane del Comune nel giorno in cui ci fu la visita fiscale la donna non sarebbe stata trovata nel suo domicilio: “Questo Settore – scrive la vicedirigente Francesca Chirchirillo – invitava la dipendente a presentare eventuali giustificazioni relative all’assenza dal domicilio. Le giustificazioni prodotte non sono state considerate meritevoli di accoglimento”. E’ scattata così la sanzione nei confronti dell’educatrice, una donna di 59 anni, sulla base di un decreto legislativo del 1983 che stabilisce che l’assenza ingiustificata in occasione della visita fiscale rende ingiustificato l’intero periodo di assenza per malattia oggetto del controllo medico-fiscale e comporta la perdita dell’intera retribuzione giornaliera per tutto il periodo in questione, sino ad un massimo di dieci giornate. Si tratta dell’ennesimo provvedimento sanzionatorio che viene adottato dagli uffici del Comune di Alcamo nei confronti di dipendenti e contrattisti. In quasi tutti i casi precedenti, saliti adesso all’incirca a una decina in appena un anno, sono state proprio le assenze ingiustificate le violazioni ripetute. Ma ci sono stati anche casi in cui un lavoratore si è opposto al trasferimento da un ufficio all’altro. Tutto era cominciato con due Asu che vennero sospese e poi reintegrate in seguito ad un ricorso al tribunale del lavoro da parte delle due stesse impiegate. Poi ci sono stati altri episodi, l’ultimo nel marzo scorso quando venne sospesa una dipendente con contratto a tempo determinato di 49 anni, appartenente in pianta organica al Settore Ambiente, Patrimonio e Servizi manutentivi. La lavoratrice ha scontato 5 giorni di sospensione, con relativa trattenuta del 100 per cento della retribuzione per tutte le 5 giornate. Oltretutto la stessa dipendente aveva avuto un altro contenzioso con il Comune nel 2014 ed allora le fu inflitta addirittura una sospensione di oltre due mesi. Un altro aveva riguardato sempre un dipendente appartenente al Settore Ambiente, Patrimonio e Servizi manutentivi: ben 11 giorni di sospensione, di cui 10 effettivi con totale decurtazione dello stipendio, e l’undicesimo invece con un taglio del 50 per cento. Per i burocrati del Comune un lavoro che vuole ripristinare all’interno del municipio ordine e disciplina, regole che non sempre in passato sono state rispettate.