Alcamo-Consiglio comunale rinviato, strali sul dirigente della Ragioneria

Seconda seduta rinviata sullo stesso ordine del giorno ed esplode la bufera al consiglio comunale di Alcamo. Ieri sera ancora una volta l’assise non ha potuto votare i debiti fuori bilancio inerenti ai 4 precari del Comune che hanno vinto una causa per la loro mancata stabilizzazione e per questo il municipio è stato condannato a garantire loro un risarcimento. La prima volta il rinvio era avvenuto perchè ad approdare in aula è stato uno solo dei 4 debiti, ieri sera a stoppare tutto è stato invece il segretario generale del Comune Vito Bonanno che ha considerato l’atto viziato per la mancanza di un documento che avrebbe dovuto esitare il dirigente della Ragioneria, Sebastiano Luppino. In pratica mancava il prospetto di verifica del pareggio di bilancio essendo in presenza di una variazione. L’assenza del documento, previsto dalla legge di stabilità, era stata segnalata dal segretario comunale lo scorso 21 luglio. “Senza questo documento allegato – ha evidenziato Luppino – non posso dare la regolarità tecnica dell’atto”. “Mi sento preso in giro dal dirigente Luppino – aggiunge il consigliere di maggioranza del Movimento 5 Stelle Vito Lombardo -, questa è una mancanza di rispetto”. Qualche critica è piovuta anche addosso al presidente del consiglio Baldo Mancuso, accusato di aver convocato la seduta pur non essendoci tutta la documentazione necessaria rilasciata dagli uffici. Il presidente però rivela che personalmente si era informato con il dirigente che aveva assicurato che tutto era in regola: “Il mio compito è un altro – replica Mancuso -, non certo quello di verifica la validità degli atti. Ci sono dei dirigenti al Comune che hanno questa mansione. Oltretutto avevo parlato personalmente con il dirigente Luppino il quale mi aveva garantito che riguardo all’atto era tutto a posto”. Ieri sera in pratica si è riusciti solamente ad affidare a larga maggioranza la riscossione coattiva delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali, all’ente nazionale della riscossione, vale a dire Riscossione Sicilia. Un atto dovuto per il Comune per evitare di rimanere senza un ente che gestisse questo servizio anche se l’amministrazione comunale non è molto convinta di affidarsi a questo istituto, investito recentemente dal blocco degli incassi delle tasse da parte della banca Mps perchè da due anni non paga le rate sui fidi ricevuti: “Verifichiamo in questo primo periodo come andrà – ha detto all’aula Scurto – ma non credo sia il caso di continuare con Riscossione Sicilia che al contrario non ha dato segni di affidabilità”. Spazio anche ad interrogazioni e interpellanze con la dura critica fatta dal consigliere del Pd Giacomo Sucameli nei confronti del governo cittadino per non aver attuato ancora nulla del programma elettorale su Alcamo marina che prevedeva l’attivazione di bus elettrico, pista ciclabile e bancomat: “Se c’è un programma va rispettato – ha sottolineato -, non si può considerare solo carta straccia”.