Alcamo-Concessioni edilizie bloccate nella Pedemontana

L’argomento funziona al numero 14 dell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di Alcamo. Si tratta della risposta all’interrogazione presentata da Ignazio Caldarella sullo sblocco e rilascio delle concessioni edilizie, per rilanciare questo importante comparto economico. In tale discussione entra la situazione del rilascio delle concessioni sulla cosiddetta pedemontana, per la quale, alcuni giorni fa, è stata consegnata una relazione a firma del responsabile dei servizi urbanistica e pianificazione, più volte sollecitata dallo stesso Caldarella. Il qudro che viene fuori dalla relazione è decisamente allarmante. In 13 anni nella pedemontana sono state rilasciate legittimamente circa 160 concessioni. Ma una recente sentenza del Tar su ricorso del Comune ha bloccato ora tutto. In pratica secondo tale sentenza in quella zona non si poteva costruire. Bloccate dunque circa 45 pratiche relative ad interventi edificatori nella fascia pedemontana. Il responsabile del servizio è tornata quindi alla carica per acquisire un parere legale e “attivarsi urgentemente presso il Cga al fine di chiedere ufficialmente e con procedura d’urgenza la fissazione dell’udienza” per cercare di definire i contorni della vicenda. Intanto soffia il vento dell’incertezza e incredulità tra quei 160 proprietari di abitazioni che negli anni hanno costruito legalmente nella pedemontana e che tutto ad un tratto potrebbero, paradossalmente, trovarsi abusivi, mentre già in molti si stanno organizzando per azioni risarcitorie nei confronti del Comune che potrebbero sfiorare i cinquanta milioni. Clima dunque di incertezza e preoccupazione da parte sia dei proprietari di case con tanto di licenza sia in coloro che hanno acquistato, a caro prezzo le aree per edificare e che oggi trovano tutto bloccato tra incredulità e meraviglia perché quello stesso ufficio comunale che negli ultimi 15 anni ha approvato i progetti, un anno fa presentò ricorso al Tar per bloccare una costruzione sostenendo che in quella zona non si può edificare. Il Tribunale amministrativo diede ragione all’Ufficio tra la sorpresa di imprenditori e acquirenti delle aree. Si chiesero come mai fino a ieri si poteva fabbricare e oggi non più? Scrive nella relazione il responsabile dei servizi urbanistica: “Allo stato delle cose bisogna avere massima cautela e prudenza ed attendere con pazienza il definitivo chiarimento giuridico per evitare che qualsiasi decisione potrebbe risultare lesiva all’Ente o agli stessi cittadini”. In un’attesa che dura da diverso tempo chi voleva realizzare un’abitazione è costretto a stare con le mani in mano e a soffrirne è anche il comparto dell’edilizia.