Alcamo: Comune, un’altra Asu licenziata

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Continua il pugno duro del Comune di Alcamo nei confronti dei lavoratori dell’ente. Dopo i tre licenziamenti del mese scorso e le durissime sanzioni di sospensione nei confronti di altre unità in servizio, arriva un altro allontanamento della vasta pianta organica comunale. In realtà si tratta tecnicamente di un “decadimento”. Infatti, secondo quanto riporta il provvedimento deliberato dalla giunta guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre, una lavoratrice facente parte del bacino degli Asu si è assentata “senza giustificazione” dal luogo di lavoro sin dallo scorso 8 agosto. Si tratta di C.C., 39 anni, alcamese, cui è stata notificata la decadenza da lavoratrice e la contestuale sostituzione con altra unità di personale da richiedere alla Regione, essendo l’ente che controlla in forma diretta questo bacino di precari. Secondo quanto ha certificato il responsabile del procedimento del Comune, che ha attivato questa richiesta di sanzione, la lavoratrice Asu avrebbe fatto richiesta di sospensione dal servizio lo scorso 7 luglio a decorrere dall’8 agosto. “Si invitava la lavoratrice – sostiene il responsabile del servizio – a rientrare in servizio in attesa dell’accoglimento della istanza di sospensione”. E’ quindi partita la diffida ma nonostante tutto C.C. dall’8 agosto non si è più presentata sul posto di lavoro. L’assenza ha concretizzato gli effetti sanzionatori di un decreto legislativo del 1997 oltre che le sanzioni di natura economica da parte dell’Inps. La giunta municipale ha quindi deliberato la decadenza dell’Asu e nel contempo adesso dovrà disporre la comunicazione alla Regione Siciliana, al Centro per l’impiego, all’Inps, all’Inail ed all’Ispettorato provinciale del lavoro finalizzata alla sostituzione di C.C. con altro lavoratore iscritto nelle liste regionali. Un provvedimento che arriva a seguito di un oramai prolungato braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e il personale del Comune. Il mese scorso altri tre precari sono stati licenziati dalla giunta a causa del loro prolungato assenteismo. In pratica si sarebbero assentati, secondo quanto ha sempre sostenuto l’amministrazione, senza essere stati autorizzati e anche quando invitati a rientrare non lo hanno fatto. A marzo sempre di quest’anno finirono nell’occhio del ciclone altre due contrattiste che furono in questo caso sospese dal lavoro, con relativa trattenuta di stipendio. Una decisione che fu formalizzata dal dirigente del Settore Affari generali e Personale dell’ente municipale, Marco Cascio, il quale applicò il “codice disciplinare” contemplato dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Essenzialmente entrambi i provvedimenti disciplinari sono partiti dalle stesse motivazioni: le due contrattiste avevano accumulato un impressionante numero di assenze per malattie e altre motivazioni ancora poco chiare che sono al vaglio della segreteria generale. Le punizioni furono esemplari: 5 giorni di sospensione dal servizio per una e per l’altra addirittura 2 mesi e 10 giorni.

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