Alcamo: Comune, finanze “ingessate” e solo risparmi

ALCAMO – Nessuna stabilizzazione, nessuna assunzione, solo risparmi sulle spese correnti e quindi sul personale. Nel frattempo rimane sempre ad interim la gestione dirigenziale di un settore di enorme importanza per il territorio, come quello dell’Urbanistica e pianificazione territoriale, mentre quest’anno sono previsti una decina di pensionamenti, quindi risorse in meno in pianta organica senza potere sopperire in alternativa. Questo il “drammatico” quadro che emerge dalla delibera di giunta dalla programmazione triennale del fabbisogno 2015-2017, appena varato dall’amministrazione comunale. Lo sforamento del Patto di stabilità nell’ultimo esercizio finanziario del 2014 lega praticamente le mani del governo cittadino che dovrà attenersi a tutta una serie di strettissimi vincoli. Primo fra tutti quello di far calare la quota delle spese correnti, su cui incide enormemente, per non dire quasi del tutto, il costo dei dipendenti e precari. Quest’anno il palazzo municipale di Alcamo sarà chiamato a ridurre le spese di personale, garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale, anche attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratiche, secondo quanto sostiene la legge Finanziaria del 2007. Ad essere consentita soltanto la proroga fino al 31 dicembre prossimo del personale “precario”: “Il Comune di Alcamo – ha sottolineato nel corso della concertazione con i sindacati per analizzare il fabbisogno del personale il vicesegretario generale del Comune, Marco Cascio – non ha rispettato i vincoli del Patto di Stabilità per l’esercizio 2013 e molto probabilmente non li ha rispettati neanche per l’esercizio 2014. Ragion per cui vige ancora il divieto assoluto di procedere ad assunzioni, neanche attraverso il comando, la mobilità e altre forme dissimulate”. Da un ceck up dell’intera pianta organica ad Alcamo si contano 452 dipendenti a tempo indeterminato e 401 a tempo determinato. Per quest’ultimi la situazione resta sempre più in bilico: “L’unica azione positiva possibile è la proroga del personale con contratto a tempo determinato – precisa Cascio – nei limiti delle risorse disponibili nel redigendo bilancio di previsione del Comune e, soprattutto, nei limiti del cofinanziamento che la Regione Sicilia potrà assicurare”. Quindi tutto è subordinato alla conferma degli stanziamenti da parte del governo regionale. Tutti i sindacati si sono detti preoccupati ed hanno sollecitato ai dirigenti comunali “azioni finanziarie correttive atte ad evitare per il 2015 un nuovo sforamento del Patto”. Il dirigente del Settore Servizi finanziari, Sebastiano Luppino, ha concordato sulla necessità di una “effettiva spending review” ma sotto questo aspetto ha allargato le braccia: “Le decisioni in merito sono di competenza della politica e non certo dei dirigenti” ha precisato. Dal suo canto il sindaco Sebastiano Bonventre ha ribadito che il governo nazionale e regionale deve mettere i Comuni in condizioni di governare e gestire le risorse finanziarie necessarie