Alcamo: Comune, contratti precari prolungati sino ad aprile

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ALCAMO – Arriva l’ennesima proroga per i lavoratori precari del Comune di Alcamo. Dopo avere ottenuto l’ok alla proroga concessa al 31 gennaio, adesso è arrivato l’ulteriore prolungamento al 30 aprile prossimo. Si tratta di un provvedimento che riguarda ben 401 lavoratori e per cui il Comune ha già trovato copertura finanziaria per il pagamento degli stipendi: si parla di una manovra che sfiora il milione e mezzo di euro. A questo risultato si è potuti arrivare a seguito del provvedimento della Regione, ente cofinanziatore di questi lavoratori precari, che ha dato vita all’esercizio provvisorio di bilancio valido sino per l’appunto al prossimo aprile. Si tratta però soltanto di un primo passo in quanto si attende a breve una “stabilizzazione” a più largo respiro, che dovrebbe essere triennale. Già l’articolo 1 di questa mini finanziaria varata dalla Regione stabilisce la differenziazione tra le voci in bilancio: alcune (in particolare stipendi dei regionali e spese obbligatorie) sono calcolate in dodicesimi, cioè la copertura prevista è fino alla fine dell’anno, per altri sarà pari solo alla durata dell’esercizio provvisorio: enti collegati alla Regione, comandati dell’assessorato Salute (per loro stanziati 340 mila euro), Forestali e per l’appunto precari degli Enti locali. In pratica, circa 50 mila persone resteranno “in bilico” fino ad aprile. “Questo è il primo passo – è stato spiegano però dal governo regionale – di un percorso che segna una discontinuità col passato soprattutto sul piano della valutazione delle entrate. Ma che prevede anche un dialogo col governo nazionale. Incontri in occasione dei quali la Sicilia avanzerà le proprie legittime richieste”. Tutto ruota attorno a quello, insomma. Se Roma non aprirà i cordoni della borsa, consentendo al governo regionale di rimpinguare quei capitoli con la legge Finanziaria, sarà praticamente impossibile garantire il futuro di tutti questi lavoratori. L’esercizio provvisorio prevede poi l’accensione di un nuovo mutuo da 145 milioni di euro da destinare a Comuni e Province. L’articolo 9 è tra i più discussi. Si tratta dell’utilizzo delle somme del Fondo per lo sviluppo e la coesione per la copertura del concorso alla Finanza pubblica: in pratica si tratta dei soldi che il governo nazionale chiede in quota parte a tutte le Regioni italiane. Intanto i precari del Comune alcamese, così come di tutti gli altri enti locali siciliani, possono tirare un sospiro di sollievo almeno per i prossimi tre mesi. Ma del futuro non v’è certezza. E se dal governo nazionale i soldi non arriveranno sarà caos.