Alcamo: Comune, ai dirigenti colate d’oro

Ai dirigenti arriva l’ennesima colata di fondi dal Comune di Alcamo. Altre 54 mila euro, oltre agli stipendi e indennità varie, suddivisi a 5 titolari di altrettanti Settori della macchina burocratica dell’ente. Una pioggia di soldi che, per carità, è contemplata da precise norme ma che in questo momento fa storcere il muso  a non pochi e lascia anche perplessi. Questi soldi infatti sono il frutto della cosiddetta “indennità di risultato” che viene attribuita in favore del personale dell’Area della Dirigenza in servizio a tempo indeterminato: rispettivamente a Francesco Saverio Maniscalchi, Marco Cascio, Giovanna Mistretta , Sebastiano Luppino ed Enza Anna Parrino per il periodo che intercorre tra l’1 gennaio  il 31 dicembre del 2012. Ad essere stati elargiti dal Comune per l’esattezza 54.740,50 euro, dietro disposizione del Settore affari generali e Risorse umane che ha emanato la determina. La somma di 11 mila 353,23 euro a testa spetta a Enza Anna Parrino, Marco Cascio e Sebastiano Luppino, rispettivamente dirigenti ai servizi tecnici manutentivi, Affari generali e anche vicesegretario generale e servizi Economico-finanziari. Qualche spicciolo in meno, 11.233,72, vanno a Francesco Saverio Maniscalchi che dirige il Settore Promozione Economica e Servizi Ambientali; fanalino di coda di questa graduatoria legata alle indennità di risultato spetta al reggente dell’avvocatura comunale, Giovanna Mistretta, che porta a casa 9.447,10. Altissimo il range di obiettivi e perfomance che sono stati raggiunti da ciascuno: oscillano tutti tra il 95 e il 93 per cento, cioè praticamente il tetto massimo. Lascia sicuramente perplesso in generale il sistema che eroga questi fondi. Ad incaricarsi infatti dell’attribuzione dei range di obiettivi raggiunti è il Nucleo di valutazione, composto in un Comune come Alcamo da tre esponenti chiamati in forma diretta dall’amministrazione. Ora, partendo dal presupposto che i dirigenti sono incarichi fiduciari affidati dallo stesso sindaco, come può un nucleo di valutazione pagato dal Comune e voluto dallo stesso primo cittadino per svolgere il suo compito, giudicare negativamente un apparato dirigenziale? In pratica questa indennità è quasi automatica, scontata. Se si eccettua la sola presenza della Parrino, vincitrice regolare di concorso e quindi di diritto all’interno del Comune, per il resto gli altri dirigenti del Comune sono stati incaricati per chiamata fiduciaria. Da considerare che il comune conta in totale sette dirigenti più il segretario generale, per un costo complessivo annuale all’incirca 600 mila euro sul groppone. Il Comune di Alcamo paga a caro prezzo i suoi manager per mandare avanti la macchina burocratica dell’ente. E nell’epoca in cui si parla di spending review, l’apparato dirigenziale alcamese appare invece l’apice di una casta difficile da scardinare o comunque da intaccare. Da considerare anche un altro aspetto: l’attuale amministrazione non ha mai negato di avere frizioni con l’attuale dirigenza dell’ente, accusata persino in consiglio comunale di non svolgere le mansioni richieste. E allora ci chiediamo: come è possibile avere raggiunto questi risultati eccezionali nel 2012?

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