Alcamo CCR chiuso. Scadute tutte le convenzioni, pure quella per l’organico

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Da questa mattina i dipendenti comunali in servizio al CCR di Alcamo hanno sprangato i cancelli. Il centro comunale di raccolta è infatti stracolmo ed era impossibile contrastare le esigenze e il nervosismo degli alcamesi che via via si recavano nel sito di contrada Vallone Monaco. Inoltre a breve, anche l’organico potrebbe rimanere nelle case degli alcamesi. In pratica sono scadute tutte le convenzioni con i centri di smaltimento per le varie frazioni della differenziata. Anche quella per il conferimento dell’organico, sottoscritta con la MGS di Carini dopo i problemi giudiziari della Sicilfert,  è il settore ambiente del comune di Alcamo è riuscito a spuntare una proroga per una sola settimana. Bisogna quindi provvedere a trovare un’altra piattaforma e a sottoscrivere una nuova convenzione.

Tutto bloccato anche per le altre frazioni. Scadute i contratti per gli sfalci di potatura, per gli ingombranti, per il materiale in legno e ferroso, per i RAEE, vale a dire il materiale elettronico e gli elettrodomestici. Insomma se l’amministrazione Surdi non dovesse riuscire a correre ai ripari in tempi rapidissimi, Alcamo rischierebbe di incappare in una vera e grande emergenza rifiuti. Allo stato attuale l’Energetikambinete riesce a raccogliere ed a smaltire regolarmente i rifiuti, seppur con qualche intoppo, ma con la scadenza della convenzione per l’organico potrebbero scattare problemi igienico-ambientali. Intanto bisogna correre ai ripari anche per il CCR che, ormai saturo di ogni tipo di rifiuti, non può garantire più alcun servizio e che, proprio per questo, questa mattina è rimasto chiuso.

Il funzionario comunale, il capo-servizio Pietro Girgenti, si è trovato sul tavolo, al memento del suo recente insediamento, tutte le convenzioni da rinnovare ed ha già avviato i contatti con le piattaforme di smaltimento per dar vita ai nuovi contratti. Fra chiusure di alcuni siti e saturazione di altri, co sarebbe però da capire perché l’amministrazione comunale alcamese non sia riuscita a pianificare, per tempo, i rinnovi e ad evitare, così, il rischio, già dietro l’angolo, dell’emergenza rifiuti.