Alcamo-Caso Pedemontana, alta tensione in consiglio comunale

ALCAMO. Una capillare ricostruzione della vicenda sulla Pedemontana di Alcamo, con tutte le sue contraddizioni ed i suoi lati oscuri che hanno fatto sfociare tutto in un caso giudiziario con tanto di indagine della Procura e processo. A presentarla in consiglio comunale ieri sera il consigliere Alessandro Calvaruso (nella foto), uno degli imputati del processo per presunte lottizzazioni abusive in qualità di tecnico. L’esponente del civico consesso ha presentato una vera e propria memoria, letta tutta d’un fiato durante i lavori ed è finita in bagarre. Un caso scottante scandagliato momento per momento dal consigliere il quale non ha risparmiato accuse mirate nei confronti di un tecnico comunale, Aldo Palmeri, e dei due dirigenti Giovanni Mistretta dell’Avvocatura comunale e Anna Parrino in qualità di dirigente dell’ufficio Tecnico. Tutti e tre, a vario titolo, oggi sostengono che sulla fascia Pedemontana, che abbraccia un’ampia fetta a sud della cittadina alcamese, non sarebbe possibile edificare. Ma ci sarebbero atti in passato, con tanto di concessioni edilizie rilasciate dallo stesso Comune di Alcamo dal 2000 sino al 2012, in cui invece si è sempre dato il via libera alle autorizzazioni ad edificare, tanto che ne esisterebbero in tal senso all’incirca 200. Secondo Calvaruso le ricostruzioni fatte da tecnici e dirigente del Comune non sarebbero veritiere.

Il processo al momento in corso vede indagati tutti, compreso Calvaruso, con l’accusa di “avere realizzato, in concorso fra loro, lavori di costruzione in contrasto con le prescrizioni tecniche degli strumenti urbanistici”. Il caso della Pedemontana è esploso in tutto il suo clamore lo scorso anno: ad accendere i riflettori furono i pubblici ministeri Rossana Penna e Franco Belvisi i quali cominciarono a effettuare una serie di verifiche constatando che ci sarebbero state delle lottizzazioni che in realtà non si sarebbero potute realizzare, secondo lo strumento urbanistico. Un vero e proprio scandalo che venne alla luce a seguito della tragedia che si verificò proprio in questa fascia di territorio nel 2012: un operaio edile di 60 anni morì mentre stava lavorando in un cantiere in una traversa del prolungamento di Via Kennedy. La vittima era intento alla costruzione di un muro di recinzione quando a causa di una frana, la struttura ha ceduto, facendo cadere addosso all’uomo circa un metro e mezzo di terra e calcinacci. Per questo episodio è stato aperto un altro processo. Lo stesso attuale assessore all’urbanistica Enzo Coppola, seppur su posizioni diverse rispetto a quelle di Calvaruso, ha ammesso che sulla vicenda ci sarebbero delle anomalie.

Il confronto sulla vicenda in consiglio si è inasprito al punto che il presidente del consiglio, Giuseppe Scibilia, è stato costretto a sospendere la discussione perché la vicenda è ancora al vaglio della Procura e si rischiava di violare anche la privacy di chi ha acquistato i lotti di terreno alla Pedemontana.