Alcamo-Candidature a sindaco, tempesta nel Pd

La scelta delle candidature a sindaco per le primarie ad Alcamo provoca reazioni e polemiche nel Partito democratico. Non è mancato, infatti, il colpo di scena con la presentazione da parte dell’ex articolo 4 dell’onorevole Paolo Ruggirello dell’avvocato Giuseppe Benenati, che con una coalizione di centrodestra si candidò a sindaco, ma venne battuto da Giacomo Scala. Nella presentazione di Benenati, Giacomo Sucameli, assessore a Campobello di Mazara e che in passato ha ricoperto cariche amministrative al Comune di Alcamo, ha fatto valere il peso di quel pacchetto del 40 per cento di tessere, acquisite durante il recente tesseramento. “La scelta di Benenati – dice Giacomo Sucameli – è un forte segnale di discontinuità rispetto alla candidatura di Cusumano, proposta dal Pd”. Replica con un documento il circolo del Pd di Alcamo, ovvero i detentori del 60 per cento di tessere. “L’assemblea degli iscritti- si legge nella nota – chiede al coordinatore, cioè a Massimo Ferrara – il ritiro della candidatura dell’avvocato Benenati non presente in assemblea per un mero motivo di opportunità politica e di profonda distanza dall’identità del Partito democratico”. Candidatura definita “assolutamente inopportuna in considerazione del suo profilo politico dimostrato in questi ultimi anni di militanza in formazioni assolutamente distanti dalla politica e dall’identità del Pd”. Chiaramente Giacomo Sucameli e il consigliere Leo Castrogiovanni non hanno condiviso e quindi firmato il documento di una larga parte del Pd. Tra i democratici spira vento di tempesta e già ieri sera si sono incrociate le telefonate con esponenti provinciali e regionali del Pd. I democratici di Alcamo contrari alla candidatura di Benenati restituiranno le tessere al partito qualora questa non venga ritirata. Il Pd certamente con questa polemica non parte col piede giusto per una campagna per le comunali, che si presenta già molto accesa. Intanto il Pd ha fissato le primarie per il prossimo sei marzo. Primarie che saranno aperte a tutti e quindi anche agli elettori che non hanno la tessera del Pd, partito che ancora non sa con quali alleanze intende conquistare il Palazzo di città.