Alcamo-Bilancio comunale,  predisposta la relazione

 

L’Ufficio finanziario del Comune di Alcamo ha trasmesso al commissario comunale Giovanni Arnone, al presidente del consiglio Giuseppe Scibilia e ai dirigenti la proposta del bilancio 2016 che dovrebbe essere approvato entro il prossimo trenta aprile. Ma come, purtroppo succede da diversi anni, tra una proroga e l’altra si arriva ad esitare lo strumento finanziario anche al trenta novembre. Ciò mette in seria difficoltà i Comuni e la dice lunga sulla funzionalità della Regione. Nella previsione del bilancio emerge uno squilibrio di un milione e 100 mila euro per il quale l’Ufficio resta in attesa di indicazioni politiche e tecniche su dove potere tagliare la spesa. Ma si deve comunque tenere conto che molte spese sono obbligatorie. Un risparmio di circa 200 mila euro si potrebbe avere, nel volgere di poco tempo, con la pubblica illuminazione ma prima occorre sostituire le lampade con quelle che sciupano molto di meno. Per la sostituzione è prevista una spesa quasi uguale, le cui somme possono essere attinte dall’avanzo vincolato che prevede investimenti. Col disavanzo disponibili 4 milioni di euro. Nelle casse figura da diversi anni, bisogna risalire ai tempi di Ferrara, la somma di 800 mila euro mai utilizzata per realizzare un edificio scolastico in contrada Sant’Ippolito. Somma che si potrebbe destinare ad investimenti, dai quali deriveranno nel tempo minori costi di gestione. Nel 2015 il Comune ha rispettato il Patto di stabilità e per l’anno in corso, con l’armonizzazione fiscale, la legge ha previsto il pareggio del bilancio. Va aggiunto che la legge finanziaria per il 2016 ha bloccato gli aumenti delle tasse comunali e sotto elezioni demagogicamente c’è chi cerca medagliette presentandosi come paladino dei contribuenti auto attribuendosi meriti che non gli spettano. Sul fatto che sarebbe necessario ridurre le tasse siamo tutti d’accordo. Ma chi ad Alcamo le propone, trattandosi di numeri, deve spiegare con i numeri come intende fare. Interrogazioni, dichiarazioni, comunicati stampa, meet up, prese di posizioni della politica parolaia  tendono a creare soltanto confusione, mentre occorre chiarezza per spiegare, carte alla mano, ai cittadini come si intende perseguire un obiettivo. Nel caso contrario, come capita spesso, si tratta solo di parole al vento con lo scopo di intercettare chi crede alle esternazioni etc. Si cerca in moltissimi casi di trovare un passaggio nei mass media per un momento di pubblicità sperando che qualcuno abbocchi. Uno spot vuoto e nulla più. Diffidate, gente diffidate.