Alcamo: Asu reintegrate dal Comune, ma è solo il primo round

ALCAMO – Reintegrate le due lavoratrici Asu del Comune di Alcamo che erano state sospese dal servizio lo scorso anno. Su input dell’assessore al Bilancio e Personale, Antonino Manno, la giunta ha deliberato di reinserire nel bacino dei lavoratori socialmente utili queste due unità dando così seguito a quanto aveva sentenziato il tribunale del Lavoro di Trapani. Ma la questione potrebbe non chiudersi qui. A lasciare intendere infatti che il braccio di ferro potrebbe continuare è lo stesso Manno: “Si ritiene doveroso dare tempestiva esecuzione alla statuizione cautelare del Giudice del Lavoro – scrive nella delibera – al fine di evitare ulteriori aggravi di oneri moratori o risarcitori in capo a questa pubblica amministrazione, non è esclusa comunque la possibilità di proporre impugnazione avverso l’ordinanza cautelare”. Quindi l’amministrazione comunale starebbe valutando la possibilità di opporsi al provvedimento. Per il momento comunque le lavoratrici possono tirare un sospiro di sollievo: erano state loro, dopo la sospensione, a proporre ricorso al tribunale del lavoro attraverso il loro legale, Damiano Ciacio. Al primo round hanno avuto ragione loro: secondo il tribunale il Comune di Alcamo, così come qualsiasi altro ente locale, non avrebbe anzitutto alcun potere per sanzionare questa categoria di lavoratori in quanto effettivamente dipendenti della Regione e quindi soltanto “distaccati” al Comune. Per le due lavoratrici le contestazioni principali a vario titolo erano state quelle di “assenza ingiustificata” e di “inottemperanza all’ordine di servizio” da parte del segretario generale del Comune. “La Regione, con ben due comunicazioni dirette al Comune di Alcamo, – ha precisato il giudice del lavoro di Trapani – non solo ha ribadito di essere unico soggetto titolare dei poteri sanzionatori, ma ha pure motivato le ragioni per le quali ha ritenuto di non ravvisare alcuna ipotesi di decadenza”. Il tribunale ha quindi imposto al Comune di reimmettere in servizio le due lavoratrici e di riconoscere loro le indennità non corrisposte in questo periodo di sospensione, in un caso a partire da agosto e nell’altro da settembre dello scorso anno. Alle due Asu venne notificata la decadenza da lavoratrici e la contestuale sostituzione con altre unità di personale da richiedere alla Regione per “assenza prolungata ingiustificata”. Più in generale la questione a prescindere da ciò che farà il Comune, potrebbe non chiudersi qui. Infatti per danni morali, biologici e d’immagine le due Asu hanno avanzato una richiesta di risarcimento complessiva di ben 140 mila euro, non esaminata e quindi non accolta dal tribunale del lavoro perché incompetente in materia, ma che potrebbe essere richiesta in altre sedi giudiziarie.