Alcamo: Asu in rivolta, braccia incrociate

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Sono scesi in strada questa mattina gli Asu in servizio al Comune di Alcamo. In 280 hanno incrociato le braccia contemporaneamente a molti altri lavoratori delle pubbliche amministrazioni siciliane per rivendicare i loro diritti. I disagi sono stati quasi inevitabili: in tilt molti uffici e servizi dell’ente alcamese. Questa mattina è rimasto chiuso l’ufficio Pianificazione Urbanistica, è stato interrotto il servizio di trasporto ai disabili e, tanto per rendere l’idea, soltanto in 5 impiegati erano presenti negli uffici dell’Ex Pretura di via Verga, essendo qui ben 30 gli Asu in servizio. Una vera paralisi dell’apparato burocratico che potrebbe ripetersi: per martedì prossimo ci sarà una nuova azione di protesta e quindi si prospettano nuovi disagi per la cittadinanza. Questa protesta nasce essenzialmente con l’intenzione di far sentire forte la voce di una categoria di lavoratori che vivono letteralmente in un limbo: non hanno un contratto, non godono di ferie e malattie, praticamente continuano a essere lavoratori in nero legalizzati dalle istituzioni. Il loro stipendio è interamente a carico della Regione ma il numero spropositato di lavoratori presenti al Comune di Alcamo pone un serio rischio di paralisi amministrativa. Infatti qui si consuma un enorme paradosso: un terzo della pianta organica del Comune, composta all’incirca da 900 unità, è fatta di Asu. In pratica il funzionamento della macchina burocratica dipende principalmente da loro. Da 17 anni chiedono la stabilizzazione, che ipoteticamente dovrebbe avvenire entro i tre anni: anche qui si consuma un altro abuso perpetrato negli anni dalle stesse istituzioni. In ballo non c’è soltanto la stabilizzazione ma anche il pagamento arretrato degli stipendi: da ben 4 mesi gli Asu non percepiscono lo stipendio. Questa mattina c’è stata una breve interlocuzione tra il vicesindaco Salvatore Cusumano e gli stessi lavoratori. E’ stato deciso di scrivere una nota congiunta firmata anche dal sindaco e dal presidente del consiglio Giuseppe Scibilia inviata alla Regione, al prefetto e all’Inps sollecitati anzitutto nell’effettuare il pagamento delle retribuzioni: “Nel manifestare piena solidarietà nei confronti di una categoria di lavoratori che svolge con serietà la propria opera – si legge nella nota – invitiamo gli enti competenti a intraprendere la più utile e proficua azione volta ad assicurare il tempestivo pagamento delle indennità dovute al personale Asu”. Il problema stabilizzazione però appare lontano dalla risoluzione, come già affermato più volte dal sindaco. Gli Asu, specificatamente ad Alcamo, stanno attraversando oltretutto una specifica controversia con il Comune: 4 unità sono state trasferite fuori dagli uffici ad effettuare la pulizia delle spiagge, altre 8 invece sono state dislocate allo stadio comunale. Decisione che ritengono ingiusta dal momento che per queste mansioni sono stati assunti i lavoratori di categoria A, con contratto a tempo determinato, che alla fine però sono rimasti a rimanere incollati nelle sedie dei loro uffici tra certificati medici e iter burocratici farraginosi. Oltretutto gli Asu denunciano di essere costretti a dovere svolgere più ore rispetto a quelle per cui sono pagati, cioè 20 settimanali. Considerato il loro carico lavorativo spesso non possono prendere il riposo compensativo.

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