Alcamo, apre nuovo centro per gli extracomunitari

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Arriveranno entro la fine di questa settimana, o al massimo nei primi giorni della prossima, i primi ospiti del nuovo Centro di accoglienza, per una settantina di extracomunitari, che si trova nell’ex monastero delle suore francescane, che fino ad una ventina di anni fa funzionò come asilo. L’immobile si trova nella via Madonna del Riposo di Alcamo, accanto alla cantina “Saraceno” dove sono stati completati i lavori di adeguamento e ultimato anche l’arredamento. Per gli interventi: pulizia e altro hanno lavorato e lavorano un gruppo di richiedenti asilo, alcuni con tanto di targhetta identificativa su magliette con la scritta “Badia Grande”. Costoro si trovano da oltre un anno alla Pia Opera Pastore e fanno parte di un progetto di assistenza dal costo di 50 mila euro al mese per tre anni. L’ex monastero era stato donato da una famiglia alcamese alle suore che poi lo vendettero a noti professionisti locali. Destinata dunque ad aumentare ad Alcamo la presenza di stranieri allo stato attuale una quarantina, ospiti, da oltre due  anni e mezzo, all’albergo Miramare. All’Ipab Pia opera Pastore una cinquantina, per qualche periodo all’Ipab San Pietro ne ha ospitati un folto gruppo. Aperto quattro mesi, nella via Ugo Foscolo, il centro di accoglienza ospita una cinquantina di minori richiedenti asilo, che quando possono fuggono per andare forse all’estero a trovare parenti. Una quindicina sono ospitati in un immobile confiscato. Sia alla Pia Opera Pastore che in via Ugo Foscolo è scoppiato qualche incidente, mentre, come denunciano i sindacati, la polizia è impegnata nei vari adempimenti per gli extracomunitari e richiedenti asilo tanto che è quasi inesistente il controllo del territorio. E martedì mattina è scoppiata l’ennesima protesta davanti al commissariato di Castellammare, con blocco momentaneo della statale 187, particolarmente trafficata in questo periodo. I motivi della protesta sono i soliti: i notevoli ritardi dello Stato per le richieste di asilo che fanno aumentare anche  notevolmente le spese per l’assistenza. Attorno a queste sfortunate persone è sorto anche un business che non conosce crisi. Una sorta di industria dell’accoglienza, che induce a nuove aperture di Centri. L’incasso è assicurato dai 35 ai 40 euro al giorno a persona. Altra spesa è quella della fornitura dei pasti. Un affare in cui si tuffano proprietari di grandi immobili. Gestori di alberghi con soldi che finiscono nella casse di cooperative, improvvisate strutture di accoglienza ed enti ecclesiastici. Un vero e proprio reddito assicurato. Intanto mentre è cronaca quotidiana la polemica sugli sbarchi e accoglienza, una vera e propria guerra si è aperta con lancio di moniti da parte della chiesa. E l’ultima presa di posizione a favore della linea dura per i rimpatri è quella di Peppe Grillo. Il re del blog è dell’avviso che i profughi quando non hanno titoli per essere ospitati devono essere rimpatriati. Intanto ieri pomeriggio ad Alcamo l’europarlamentare alcamese pentastellato Ignazio Corrao assieme alla collega del Pd Cecile Kyenge e altri ospiti hanno affrontato il tema “Sos immigrazione”. All’ex ministro all’Integrazione due anni fa venne conferita dal Comune di Alcamo, la cittadinanza onoraria.