Alcamo, anche Milito ’62 lascia: PD in frantumi

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Il gruppo consiliare del Partito Democratico continua a perdere pezzi. L’ultimo, in ordine di tempo, a lasciare è Stefano Milito classe ’62 che con un comunicato stampa annuncia “la fuoriuscita dal Partito Democratico”, confluendo, in un primo momento al gruppo misto all’interno del Consiglio Comunale e mantenendo “il pieno sostegno alla Giunta Bonventre”, e che oggi ha reso nota la sua adesione al PSI.

Milito ritiene che  “la grave crisi di identità e di leadership politica in cui versa, allo stato, il partito democratico in provincia di Trapani, ed Alcamo in particolare, hanno fatto venire meno le condizioni del suo impegno politico all’interno di questa forza politica. Individua nel PSI e nell’ onorevole Nino Oddo – continua la nota a firma di Milito -il contenitore politico ed il leader come i soggetti più credibili all’ interno dello schieramento di centro sinistra”.

Il consigliere, alla luce del patto federativo stipulato dal PSI con il movimento UCD presente in città, va così ad ingrossare le fila dell’ UCD, presente nel massimo consesso civico con altri quattro componenti: Campisi, Ferrarella Nicolosi e Trovato. E che adesso diventa il gruppo più numeroso.

Dai sette consiglieri iniziali il Pd, infatti, può adesso contare soltanto su quattro: il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Scibilia, Alessandro Longo, Marianna Vario e Giuseppe Stabile. Dopo il passaggio di Francesco Ferrarella dai democratici all’UCD, il secondo a lasciare  fu Antonio Fundarò che, dopo essersi dimesso da capogruppo, è poi approdato al gruppo Insieme per Alcamo, confermando però il suo appoggio al sindaco.

Alla guida del gruppo consiliare gli è poi succeduto Giuseppe Stabile, il quale però nei mesi scorsi ha dato chiari segni di malcontento verso il partito, annunciando la sua autosospensione da capogruppo, decisione poi rientrata.

Una storia molto travagliata quella del circolo del PD cittadino, che recentemente ha perso anche il suo presidente Giuseppe Canzoneri, sindacalista della Cgil, ex assessore ed ex consigliere comunale, il quale se n’è andato sbattendo la porta, dopo i numerosi attacchi provenienti dall’interno dello stesso partito. La decisione delle dimissioni è maturata, come ha ammesso lo stesso Canzoneri “a causa di individualismi, spaccature e logiche correntizie” che paralizzerebbero i democratici.

Ma com’è composto attualmente il consiglio comunale? Tirando le somme il sindaco Bonventre può attualmente contare su 18 consiglieri comunali a suo sostegno sui 30 presenti: i quattro restanti consiglieri del Pd, tre ciascuno di Area democratica, “Noi per Alcamo” cinque dell’UCD, due di Insieme per Alcamo e uno nel gruppo misto. Questo il cartello ufficiale, anche se esistono delle variabili: ad esempio è evidente la vicinanza di Ignazio Caldarella alle posizioni del primo cittadino, seppure appartenente al gruppo misto.

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