Alcamo-Altra protesta al “Bottino”, sindaco rassicura: “I turni si accorciano”

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Dalla prossima settimana i turni di erogazione idrica ad Alcamo saranno sensibilmente accorciati. Non più 8 giorni ma si punta a tornare a 4-5 giorni. Le rassicurazioni sono arrivate dal sindaco Domenico Surdi e dall’assessore ai Lavori pubblici Roberto Russo che questa mattina hanno voluto personalmente incontrare i manifestanti al “Bottino” dove è stata organizzata un’altra manifestazione spontanea per protestare contro la penuria d’acqua che per tutto il periodo estivo ha accompagnato le cronache quotidiane della città. Il primo cittadino e l’assessore hanno spiegato che da una decina di giorni Siciliacque, ente che gestisce con la Regione l’acquedotto di Montescuro, garantisce un maggior rifornimento idrico: una quindicina di litri in più rispetto alla dotazione estive e si è saliti a 50 litri al secondo. Dalla prossima settimana, in base ad un accordo stretto proprio tra la Regione e il Comune arriveranno ancora altri 5 litri al secondo. “Questa maggior dotazione – ha sottolineato Surdi – dovrebbe consentirci di accorciare gli attuali turni di erogazione a 4-5 giorni”. Al momento invece l’acqua viene erogata ogni 8 giorni, in alcuni quartieri più periferici ed in altri del centro abitato addirittura si parla di turni di acqua ogni 12 giorni nei casi più disperati. La manifestazione, che si è svolta pacificamente e per cui non c’è stato comunque un grande seguito, alle parole del sindaco si è sciolta. In pratica si attenderà la prossima settimana per verificare se effettivamente ci sarà questa riduzione del turno di erogazione e se quindi le cisterne delle abitazioni torneranno a riempirsi adeguatamente. Ad oggi il turno di erogazione è ogni 8 giorni secondo una ben precisa turnazione: un giorno si eroga acqua ad una determinata zona della città e il giorno seguente si fa accumulo al “Bottino”, la vasca del Comune per la riserva idrica. A questa situazione si è arrivati anche a causa di questa perdurante siccità: infatti molte riserve idriche di proprietà dei Comuni si sono prosciugate e Siciliacque è stata costretta a razionare l’erogazione per gran parte della Sicilia. Frenando quindi Comuni come Alcamo che hanno fatto richieste ben più alte rispetto ai litri al secondo concessi. In più da questa estate ad Alcamo si è verificato lo stop all’attingimento dai pozzi privati per il mancato rinnovo dell’autorizzazione da parte del Comune in seguito allo scandalo emerso lo scorso anno che ha portato alla luce una presunta truffa ai danni del municipio per mancati introiti di tasse da parte degli autotrasportatori. Autobotti private che quindi sono state autorizzate al prelievo solo al “Bottino”, riducendo quindi la portata idrica per la città. Intanto proprio per affrontare il problema dell’emergenza idrica 9 consiglieri comunali di opposizione hanno chiesto la convocazione urgente di una seduta.