Un impianto di videosorveglianza per tutelare l’area archeologica del castello di Calatubo dove di recente è stata manomessa la Cuba delle Rose di Alcamo, cisterna araba risalente a circa mille anni fa. L’impegno è stato assunto dal Comune. Il furto dell’acqua della fontana per irrigare campi circostanti. Accertata la manomissione con la collocazione di una conduttura sotterranea. Un atto unanimemente condannato. Morte tre carpe lunghe oltre un metro che sembravano ammaestrate perché rispondevano alle parole di Stefano Catalano e Maria Rimi, fondatori dell’associazione Salviamo il castello di Calatubo, che grazie alle loro iniziative l’area archeologica e l’antico maniero ha subito interventi di restauro e consolidamento.
La Cuba delle Rose è stata svuotata di coltre 10 mila litri di acqua, Morte le carpe e i pesci rossi, Si sono salvati piccolissimi pesci che nuotano in un dito d’acqua. L’associazione continua a portare avanti iniziative per la tutela ed eventi, quasi sempre molto partecipati, per far conoscere i luoghi. Messe a punto iniziative per questo mese, mentre l’associazione nel mese di settembre parteciperà alle Vie del tesoro. Eseguiti interventi di recupero finanziati alcuni anni fa per un ammontare di quasi 160 mila euro dal Gal del Golfo di Castellammare. Prima dell’arrivo dei componenti dell’associazione “Salviamo il castello di Calatubo” tale area era terra di nessuno. L’antico maniero è stato utilizzato anche come ricovero per le pecore. Da qualche anno l’area è stata recuperata ed è meta di turisti e scolaresche. La Cuba era la fonte di approvvigionamento idrico del Castello di Calatubo. Presto dovrebbe essere installato il sistema di video sorveglianza a servizio della zona archeologica oggi più facilmente raggiungibile grazie alla sistemazione della strada grazie all’intervento del vice sindaco Alberto Donato.