Albstadt si è fermata questa mattina per l’ultimo saluto a Francesco Liparoto, 33 anni, alla moglie Nancy Giarraca, 30 anni, e al piccolo Bryan, di sei anni, morti nell’esplosione che l’8 gennaio ha distrutto la loro abitazione nella frazione di Tailfingen. I funerali si sono svolti nella chiesa all’interno del cimitero cittadino, in un clima di dolore composto che ha attraversato i confini, arrivando fino a Castellammare del Golfo e a Niscemi, le città siciliane d’origine dei due giovani genitori. Davanti alla chiesa di San Paolo a Tailfingen, fiori, candele e pupazzi continuano a ricordare la giovane famiglia. Intanto, Castellammare del Golfo si prepara a una celebrazione in memoria il 12 febbraio nella chiesa di San Paolo della Croce. Proseguono le indagini della Procura di Hechingen per chiarire le cause dell’esplosione, con l’ipotesi di un problema legato al gas al centro degli accertamenti. Un filone che trova riscontro anche in una serie di interventi registrati nei giorni successivi alla tragedia. Martedì scorso, la testata locale Südwest Press riporta la notizia di un gasdotto che sarebbe stato danneggiato durante lavori di scavo nel centro di Albstadt-Ebingen, causando una perdita che ha portato l’amministrazione comunale a invitare cittadini e automobilisti a evitare l’area, chiudere finestre e porte e spegnere sistemi di ventilazione. Nei giorni successivi all’esplosione di Tailfingen, i vigili del fuoco sono intervenuti anche a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia, sempre per segnalazioni di fuga di gas. Ed è di tre giorni fa l’ultima notizia di una segnalazione nella stessa zona. Un forte odore di gas proveniente da un edificio residenziale e commerciale. Non sono state rilevate perdite significative, ma la zona è stata messa in sicurezza dalla polizia. Un quadro che rafforza l’attenzione degli inquirenti sugli eventi antecedenti l’esplosione. Secondo testimonianze e quanto riportato dalla stampa tedesca, nei giorni precedenti al crollo Francesco e Nancy avrebbero segnalato consumi anomali e un persistente odore di gas nella loro abitazione, chiedendo un controllo che sarebbe stato programmato ma non effettuato prima della tragedia. Resta una domanda sospesa: se quegli odori di gas, segnalati più volte nella zona, fossero stati il segnale di un pericolo che aspettava solo di essere ascoltato.