Al via la vendemmia. Buone le prospettive per qualità e quantità

Fino ad una decina di anni fa le operazioni di vendemmia degli alcamesi iniziavano nella prima decade del mese di settembre. L’uva si raccoglieva armati di coltello e cesto e nelle grandi proprietà si protraeva sino alla fine di ottobre. Oggi tutto è cambiato le vendemmiatrici meccaniche consentono la raccolta in pochissimo tempo. Intanto con più di sette giorni di anticipo rispetto allo scorso anno, determinato dalle temperature oltre i 40 gradi che hanno accelerato la maturazione delle uve, è partita  dalla Sicilia la vendemmia italiana 2021.

Il via nell’azienda agricola “Dei Principi di Spadafora” di Contrada Virzì tra Alcamo e Camporeale, con le uve bianche Chardonnay. A livello generale in Sicilia l’annata è ottima con un vigneto in salute che fa prevedere una produzione che andrà oltre i 4 milioni e mezzo di ettolitri dell’anno scorso, “una delle più basse di sempre ed al di là dei numeri la qualità 2021 sarà eccezionale – sostiene Coldiretti Sicilia”. Nell’Isola si va sempre più verso una produzione sostenibile e biologica ma soprattutto il vino si conferma il miglior viatico dell’agricoltura regionale dove gli imprenditori agricoli anche giovani incrementano un sistema che vede già una superficie vitata di oltre 98 mila ettari.

“Germania prima di tutto ma in generale ovunque nel mondo si apprezza sempre di più il nostro vino – commenta Francesco Ferreri, presidente Coldiretti Sicilia – . Anche durante la pandemia siamo riusciti a mantenere un export adeguato con una leggerissima flessione”. Oggi – aggiunge – nel riscatto post pandemico non manca mai una buona bottiglia a tavola come simbolo di rinascita. Bisogna proseguire su questa strada – conclude il presidente – con un brand ‘Sicilia’ che è sempre più allettante, simbolo di competenza e qualità”. Ad Alcamo il giro di affari a seconda della qualità e quantità sfiora i venti milioni di euro. L’ammasso complessivo nelle tre cantina, Sant’Antonio, Fiumefreddo e San Francesco di Paola, è di 600 mila tonnellate. Tutte e tre le cantine imbottigliano vino. In questi giorni un altro tipo di vendemmia, la vendita del melone verde rugoso “il purceddu” buona parte acquistato da napoletani e il punto di ritrovo per grossi camion e in prossimità della rotonda del viale Italia.