“Affari sporchi”, estinzione di reato per l’alcamese Pasquale Perricone

Mentre si trova ai domiciliari per l’operazione antimafia Eirene con processo in corso davanti ai giudici del tribunale di Trapani, arriva l’estinzione di reato per associazione a delinquere per l’ex vice sindaco e assessore al Comune di Alcamo, Pasquale Perricone. La sentenza riguarda l’ ultima trance dell’indagine di 10 anni fa denominata “Affari sporchi”. Allora vennero eseguite sette misure cautelari e il coinvolgimento di 32 persone, indagate a vario titolo. Si chiude così definitivamente in Cassazione con un’archiviazione uno dei procedimenti giudiziari che negli ultimi anni ha interessato la vita amministrativa e politica di Alcamo.

La Cassazione ha annullato la condanna pronunciata nei confronti di Perricone dichiarando l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione. L’indagine denominata “Affari sporchi”, fu portata avanti dalla Guardia di finanza  di Trapani e Alcamo. Il 24 maggio 2016 scattò l’operazione alla vigilia delle elezioni amministrative. Nel corso del primo grado del processo vennero ascoltati decine di alcamesi dai giudici del Tribunale di Trapani, Pasquale Perricone, per oltre 25 anni è stato uno dei personaggi più in vista della politica, iniziando tra le fila del Psi. In primo grado, venne condannato a cinque anni di reclusione. In appello, la pena fu ridotta a quattro poiché erano cadute alcune contestazioni come: bancarotta fraudolenta e falso, mentre l’ipotesi di corruzione era stata ridimensionata in induzione indebita. Nel frattempo era anche maturata la prescrizione per altri reati tra cui le presunte truffe in danno della Regione siciliana e del Fondo sociale europeo. Rimaneva in piedi soltanto l’accusa di associazione a delinquere, ora definitivamente cancellata dalla pronuncia della Cassazione, che ha posto fine al procedimento scaturito dall’operazione “Affari sporchi”.

La stessa sentenza è stata formulata anche per un altro imputato alcamese all’epoca funzionario dell’Ufficio per l’impiego ed ex consigliere comunale della Dc che affermò davanti al magistrato “che non c’è stato mai un “do ut des”, con Perricone col quale era legato da amicizia da quando entrambi ricoprivano la carica di consiglieri comunali”. Nelle indagini della Guardia di finanza di Alcamo hanno avuto un ruolo fondamentale pedinamenti, intercettazioni e filmati. La sentenza del settembre 2021 ridimensionò l’impianto accusatorio e le richieste di condanna avanzate dal pm Rossana Penna.  Secondo l’accusa l’indagine aveva ipotizzato l’esistenza ad Alcamo di un gruppo che avrebbe controllato per diversi anni importanti settori: dagli appalti pubblici alla formazione professionale, passando per opere infrastrutturali, strumenti di programmazione comunale e nomine in enti economici del territorio. L’ex vice sindaco Pasquale Perricone dal luglio scorso anno è ai domiciliari. Era recluso al Pagliarelli dal settembre di due anni fa per l’operazione antimafia Eirene. E’ accusato di voto di scambio politico mafioso. Le prossime udienze sono state stata fissate per il 10 e 24 febbraio al Tribunale di Trapani