Acqua inquinata in un ‘solo quartiere’ di Alcamo. Surdi, ‘fiumi’ di parole e nozioni di giornalismo

Quando il giornalismo provoca il dibattito e serve a migliorare le cose, ha centrato uno dei suoi obiettivi. Chi scrive articoli e produce servizi girnalistici ha anche il compito di denunciare. Nel nostro piccolo, seppur con strumenti e liquidità economiche ridottissime, proviamo a fare ‘giornalismo d’inchiesta’ e per inchiesta si intendono argomenti di varia natura e di svariata importanza, anche talvolta piccole cose. Di certo non facciamo ‘politica’ o anzi, per evitare altre sedi all’accusa mossaci dal primo cittadino di Alcamo, lo vogliamo intendere nel suo significato migliore, quello che proviene dal greco ‘polis’.

Certo se poi sindaci e assessori preferiscono rispondere, sempre e comunque su altre testate giornalistiche (una di queste si aggiudica quasi sempre le gare per la fornitura di servizi di comunicazione) alle tematiche da noi sollevate, vuol dire che ritengono gli altri più bravi e maggiormente seguiti dalla popolazione. Non ce ne facciamo un cruccio. Chi scrive è sempre disponibile ad offrire il microfono a tutti, ma non per fare il ‘reggi-micirofono’ bensì per snocciolare quanto raccolto nelle sue inchieste giornalistiche redatte grazie a una fitta tela di fonti confidenziali e riservate, tessuta con enormi sacrifici in oltre 30 anni di attività giornalistica.

In tutti questi anni, probabilmente, non avrò imparato a fare i titoli e meno male che ogni tanto qualche sindaco si ricordi di avere operato da ‘biondino’ in un giornale locale diretto da un eccellente e imparziale collega che, dietro la sua barba, non ha quasi mai sbagliato un colpo. Nel titolo bisogna sintetizzare, e non è facile. Bisogna anche trovare le frasi che, sui siti on-line, riescano ad accapparrarsi quanti più click possibili. Ovviamente senza allarmisimi e sasnazionalismi come prevedono le carte deontolgoiche.

Fra l’altro, mentre il sindaco di Alcamo e il suo ‘delfino’ assessore hanno poi preferito lasciare il ruolo di ‘biondini’ nei giornali locali e cominciare a nuotare nel mondo della politica, ambiente che assicura onori ed oneri, altri hanno invece raggiunto lo scalino più alto del giornalismo superando l’esame nazionale per diventare ‘professionista’. Gli stipendi fra una carica di amministratore di un Comune di 43.000 abitanti e di un giornalista part-time in una tv locale sono ben diversi. Lei e i suoi assessori, ogni fine mese, lo sanno bene. Anche per questo sarebbe stato il caso di pensarci mille volte prima di gettare dubbi e fango su chi fa informazione in queste condizioni. E’ un segno di rispetto dovuto ma forse proprio l’approssimarsi di quell’appuntamento elettorale giusitifica tali scomposti tentativi.

Poi se un nostro articolo tiene banco per diversi minuti nella sua diretta su facebook (mezzo purtroppo altre volte da Ella utilizzato come se fosse un canale isitituzionae), abbiamo fatto centro ma lo avremmo fatto molto di più se, grazie al nostro lavoro di giornalisti ‘accaniti’ contro il suo operato e quello della sua giunta (come è stato speigato nella ‘diretta’ di ieri sera), il problema si fosse risolto. Lei sa benissimo quanti cose sono state fatte dalla sua amministrazione esattamente uno o due giorni dopo il nostro servizio in tv e sul sito. Quali e quante? Innumerevoli, un elenco lunghissimo.

Ma ritornando alla sua lezione di giornalismo mi preme sottolineare alcune cose. Sul titolo potremmo essere d’accordo ma la necessità di sintesi e di attirare l’ìattenzione hanno suggerito proprio la via intrapresa. Poi ascoltando il suo ‘fiume’ (tanto pe rimanere in materia di acqua) di parole viene fuori che proprio tutto era stato già detto in quel vituperato articolo di un ‘giornale’. Chissà perchè non abbia citato il nome di Alpa 1. “Abbiamo fatto scavi in diversi posti di quella zona per sistemare la rete fognaria ed evitare commistione con quella idrica”. Già detto in quell’articolo. “La rete fogniaria è molto veccchia”. Giàù detto in quell’articolo.“Qualcuno ha fatto privatamente le analisi e l’acqua è risultata potabile”. Gia detto in quell’articolo.

L’unica cosa in cui non eravamo e non siamo d’acccordo è l’ambito della comunicazione e delle informazioni fornite ai cittadini “esasperati”. Lei avrà avuto i suoi contatti e il giornalista i suoi. Le assicuro che in quel quadrilatero c’è gente che non sa più a quale santo votarsi per sapere qualcosa. Ribadiamo che c’è stata una scarsa e cattiva informazione a fronte di disagi notevoli.

Una cosa però lei e il suo assessore l’avete dimenticata, quella di spiegare come l’ordinanza è stata divulgata dopo la sua firma. Prima all’Albo Pretorio, poi sulla pagina facebook del Comune di Alcamo e soltanto dopo 24 ore con un giro dei vigli urbani porta a porta. E se quella mattina qualche abitante di quel piccolo quartiere, non dell’intera città, che non ha alcun obbligo di leggere la pagina istituzionale facebook della sua amministrazione, avesse bevuto l’acqua e fosse stato male? Ovviamente la colpa sarebbe stata di quella testata giornalistica e di quel giornalista che secondo lei pensano solo ad accanirsi contro il vostro operato. Si può anche sbagliare e chi scrive per professione capita che lo faccia, ma non ci accaniamo. Noi siamo solo per la verità.

A proposito di informazioni. Ma ricorda quando in una dretta su facebook aveva raddoppiato, per un mero errore di comunicazione con l’ASP, il numero di nuovi positivi al Covid? Non mi pare che in quell’occasione nessuno di Alpa 1 l’abbia messa in croce anzi, se ricordo bene, la cosa le venne segnalata telefonicamente da noi stessi proprio per il bene della verità e per evitare errati allarmisimi.

Se per lei questo è ‘giornalismo acrobatico’, come lo definisce nella presentazione della sua diretta facebook, ne siamo fieri. Piuttosto bisognerebbe stare molto attenti, nel parlare alla cittadinanza, ad arrampicarsi sugli specchi. Si rischia di precipitare a terra rovinosamente. Sia chiaro, infine, che questa è la prima e ultima volta che rispondiamo per tutelare l’immagine del nostro impegno quotidiano alla ricerca della ‘verità sostanziale’ dei fatti.