Acqua ex Eas, contrade a secco. Nessun accordo fra Alcamo e Castellammare

Ennesima riunione interlocutoria fra i comuni di Alcamo e Castellammare del Golfo per affrontare il problema del mancato arrivo dell’acqua in alcune zone del territorio alcamese, Bosco, Scampati e Gammara, servite dalla conduttura ex EAS. Secondo un
accordo stilato a suo tempo il comune della cittadina marinara gira circa 9 litri di acqua al secondo a quello alcamese tranne nei periodi in cui, come questo, non ci siano rotture e guasti.

Il problema sempre irrisolto sta nella necessità di effettuare alcune manovre per aprire e chiudere ben 32 saracinesche. L’EAS ha un solo dipendente che fra l’altro non è dotato di mezzo di proprietà dell’Ente. Castellammare del Golfo ha risolto il problema con un primo accordo con cui consegnava un mezzo all’operaio e con un secondo che ha recentemente consentito al personale comunale di gestire la rete. Dal vertice di ieri, praticamente infruttuoso, tutto è stato quindi rinviato a dopo il 4 giugno, data in cui il Tar dovrà pronunciarsi sull’impugnazione del provvedimento di liquidazione coatta dell’EAS presentata dai comuni di San Vito Lo Capo e Castellammare.

Durante la riunione, svoltasi in videoconferenza alla presenza dei sindaci Surdi e Rizzo, dei due segretari generali, dei dirigenti comunali Martino e Mistretta, il comune di Alcamo ha annunciato che
sarebbe disposto a contribuire alle spese per ottenere una quantità maggiore di acqua. La fornitura, però, dovrebbe essere acquistata dal comune del Golfo al quale poi quello alcamese girerebbe la sua quota. L’amministrazione Surdi si andrebbe poi a rivalere sull’EAS. Un procedimento abbastanza tortuoso anche perché l’Ente Acquedotti Siciliani è fallito da parecchio tempo e non ha più né fondi e né personale. Basti ricordare che tutti i comuni che finora si sono sostituiti all’EAS, facendo riparazioni, non hanno poi visto un becco di un quattrino.

Il primo cittadino Domenico Surd ha anche dichiarato che non può andare oltre in quanto il consiglio comunale ha votato tempo fa contro l’acquisizione delle reti ex Eas. Insomma Alcamo non intende impiegare il proprio personale su quegli impianti. Così rimarrebbe sempre tutto in sospeso: chi dovrà effettuare le manovre sulle saracinesche per far arrivare l‘acqua alle contrade alcamesi di Scampati, Bigurdo, Bosco e Gammara? La giunta municipale pentastellata ipotizzerebbe che fosse quella Rizzo ad occuparsene. Insomma dal vertice di ieri, nulla di concreto. Bisognerà soltanto avere pazienza ed aspettare, da un lato il pronunciamento del
TAR, dall’altro lo scorrere dell’acqua dai rubinetti degli alcamesi.