Acqua di Cannizzaro, approvato in extremis il bando di gara

0
371

Intanto per il 2016 si prevedono salatissime bollette.

PREMESSA. Dal mese di marzo 2015 il Comune di Alcamo acquista da Siciliacque acqua, proveniente dalle sorgenti di Montescuro,  al costo di 0,69 centesimi più Iva al metro cubo. Secondo i calcoli degli Uffici finanziari per l’anno appena trascorso il Comune spenderà in più dagli 800 mila ad un milione di euro. Ciò significa che gli alcamesi per il 2016 vedranno rincari nelle bollette. Oltre il danno anche la beffa: infatti la fornitura di Siciliacque si paga a consumo e nel contatore di tale ditta figurerà anche tutta l’acqua che non  si consuma a causa di centinaia di perdite in tutto il territorio comunale. Ma che gli alcamesi dovranno pagare lo stesso.

SORGENTE DI CANNIZZARO. Da marzo 2015, a causa dei guasti alle pompe di sollevamento e alle perdite lungo la conduttura, non vengono sfruttati i circa 50 litri al secondo che avrebbero un aggravio molto minore sulle tasche di tutti. Per il ripristino di Cannizzaro è stato fatto in extremis, quasi al foto finish,  un importante passo avanti. Infatti al termine di una giornata convulsa. Con telefoni bollenti e minaccia di occupare la sala consiliare da parte di Ignazio Caldarella che si è posizionato negli uffici del Municipio, per tutta la giornata dello scorso 30 dicembre, è avvenuto un miracolo per quella che dovrebbe invece essere ordinaria amministrazione in un Ente pubblico che si rispetti. Il dirigente Enza Anna Parrino ha firmato la determina con la quale è stato scelto il metodo di gara, impegnando la spesa di 2 milioni e mezzo per i lavori “di efficientamento energetico ed idraulico del sistema idrico di Cannizzaro. La determina n. 02328 è del 31 dicembre 2015. Tira un sospiro di sollievo ed esprime soddisfazione il consigliere Ignazio Caldarella: “perché se non fosse stato scelto il metodo di gara per utilizzare l’acqua di Cannizzaro non si sa quanti anni, ancora, sarebbero  trascorsi per eseguire i lavori e recuperare le sorgenti”. Con la conseguenza di dovere acquistare all’infinito l’acqua da Siciliacque il cui costo elevato viene contestato anche dalla Regione.

RIFLESSIONE. In un Ente la burocrazia, spesso vero dominus del pastificio, non dovrebbe lavorare per rendere i servizi  veloci ed  efficienti ed essere a disposizione dei cittadini? I burocrati riflettano su quello che ha detto il Presidente Sergio Mattarella, nel suo primo discorso alla Nazione.  Considerato che l’acqua di Siciliacque ha alti costi, la burocrazia perché si riduce all’ultimo istante per approvare provvedimenti importanti, dopo essere stata marcata strettissima da Caldarella, avendo fatto correre il rischio di far saltare tutto?  Più i tempi si allungano. Più dovranno pagare le famiglie alcamesi. Forse semplice leggerezza perché gli impiegati comunali sono tanto oberati da lavoro che non possono fronteggiare tutto (lo diciamo con un a punta di ironia)? O ci potrebbe essere dell’altro?

E’ la prima e più importante opera pubblica che viene approvata e bandita  ad Alcamo dopo tre anni e mezzo di vuoto. La sindacatura  Bonventre, riprese  la redazione di un progetto il cui incarico venne conferito addirittura oltre 14 anni fa, e salvato in extremis l’appena trascorso 31 dicembre. La delibera di giunta risale, infatti,  al sette agosto del 2002.  L’incarico per redigere il progetto venne affidato nel 2002 alla Hydro Engineering degli ingegneri Damiano Galbo e Mariano Galbo e al geologo Giuseppe Zangara. I lavori alle sorgenti e alla conduttura di Cannizzaro rappresentano un importante passo avanti per la fornitura dell’acqua e per evitare di continuare ad acquistarla a caro prezzo da Siciliacque. La burocrazia comunale, con senso di responsabilità abbia uno scatto d’orgoglio. Si dia una bella mossa cercando con impegno di supplire al vuoto politico-amministrativo che caratterizza da oltre tre anni il disastrato Comune di Alcamo e non pensare solo a premi di produzione  prebende che vanno meritate.