Acqua, altra rottura. Stop ad Alcamo per circa 50 litri-secondo e turni in risalita

Piove sul bagnato, parlando di erogazione idrica e delle costanti piogge di questi giorni, la frase calza a pennello. Ad Alcamo dove attualmente l’acqua arriva nelle abitazioni in media ogni dieci giorni, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Anzi lo sarà certamente. Un’altra rottura alla lunga conduttura di Dammusi, causata dall’ennesima frana, ha interrotto definitivamente l’arrivo dell’acqua al serbatoio comunale. Dalle sorgenti di Dammusi, Chiusa e Mirto, nonché dai pozzi privati di contrada Billiemi, sempre nel partinicese giungevano negli ultimi giorni ad Alcamo circa 45 litri di acqua al secondo.

La fornitura totale per la città, dopo la nuova interruzione, è scesa quindi a circa 75 litri quando ne servono almeno 115 al secondo per assicurare agli alcamesi turni di erogazione ogni tre giorni. Al bottino arrivano adesso soltanto le forniture dalle sorgenti di Cannizzaro, poco più di 35 litri al secondo, e da quelle di Montescuro Ovest dalle quali Siciliacque sta attualmente erogando una quarantina di litri. L’emergenza idrica per gli alcamesi rischia di diventare cronica ed anzi anche di peggiorare. Quando ai primi di ottobre si guastarono, in rapida successione, le due pompe di sollevamento di Cannizzaro, il sindaco Surdi e l’assessore Lombardo si scusarono con i cittadini per i disagi e affermarono che entro una ventina di giorni si potesse ritornare alla normalità, acqua ogni tre giorni, che di normale nel 2021 ha praticamente nulla. Son invece trascorsi quasi due mesi e purtroppo continua a piovere sul bagnato. Qualcuno sta già pensando di avviare un’azione civile sull’ammontare delle bollette del servizio idrico sostenendo che il totale andrebbe sensibilmente diminuito alla luce dei continui pagamenti alle autobotti private che garantiscono i rifornimenti.