Accordo tra ‘Parco’ e Regione per reintrodurre l’asino pantesco

Un accordo tra la Regione Siciliana e l’ente Parco nazionale dell’isola di Pantelleria per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dell’asino pantesco, meglio noto in dialetto siciliano come ‘sceccu pantiscu’. Si tratta di una razza molto rara e presente a Pantelleria dal primo secolo Avanti Cristo. Questo tipo di asino è caratterizzato da una straordinaria resistenza alle condizioni di estremo disagio, compresa la mancanza d’acqua, e dall’andatura veloce.

Dal 1989, dopo che la razza asinina rischiò l’estinzione, l’ex azienda regionale foreste demaniali avviò un progetto pilota per la ricostituzione della razza pantesca. Il nuovo obiettivo dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, del dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale e del parco nazionale di Pantelleria è quello di reintrodurre nell’isola questi esemplari attualmente cresciuti e tutelati nell’allevamento pilota del demanio forestale “San Matteo” di Erice.

Uno stallone e cinque riproduttrici torneranno così nelle campagne dell’isola pantesca così come previsto dal protocollo d’intesa firmato ieri, dall’assessore regionale dell’agricolura, il mazarese Toni Scilla, e dal direttore del parco nazionale di Pantelleria, Antonio Parrinello. Collaboreranno al progetto le associazioni, EcoItaliaSolidale, che cura le attività di onoterapia per bambini disabili, e la Woodvivors, che promuoverà un viaggio attraverso l’Italia con due mule e un’asina pantesca per realizzare una ricerca e un documentario.

L’ente parco si assumerà l’onere della custodia e della sorveglianza sanitaria degli esemplari concessi dal dipartimento. Quest’ultimo si occuperà invece di assegnare in comodato d’uso gratuito i terreni panteschi per l’allevamento.