Alcamo. L’ex sindaco, Giacomo Scala, condannato al pagamento di 46mila euro.

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Assolto in sede penale ma condannato in via definitiva in quella contabile-amministrativa. La Cassazione ha infatti confermato quanto disposto in appello dalla Corte dei Conti. L’ex sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, adesso dirigente regionale di Sicilia Futura, dovrà risarcire l’erario con 46mila euro. Si tratta degli stipendi versati ad un suo consulente, Liborio Ciacio, nel 2007 e nel 2008, nominato dall’ex primo cittadino capo di gabinetto. Il ricorso di Scala è stato rigettato. La Corte, presidente Francesco Tirelli e relatore Maria Francesco Cirillo, non ha accolto quanto eccepito dall’avvocato Gaetano Armao che aveva evidenziato un “difetto di potestas iudicandi” e il “superamento dei limiti della giurisdizione contabile e straripamento nelle competenze amministrative della pubblica amministrazione”. Giacomo Scala in pratica, di fronte alla Cassazione, aveva sostenuto che la Corte dei Conti, che lo aveva condannato al pagamento di 46 mila euro per il danno erariale, “non potesse entrare nel merito delle scelte discrezionali” di un amministratore comunale. Secondo la Cassazione, invece, i magistrati contabili “non hanno violato i limiti della loro giurisdizione in quanto è stata verificata la compatibilità delle scelte amministrative con i fini dell’ente pubblico, fini che devono essere ispirati ai criteri di economicità e di efficacia”. Confermata quindi per intero la sentenza d’appello con cui venne appurata l’illegittimità della nomina di Liborio Ciacio come consulente e responsabile dell’ufficio di gabinetto. Nell’incarico Scala aveva scritto di un incarico volto ad “innovare ed implementare le procedure interne di verifica e controllo, le relazioni istituzionali nonché quelle di supporto agli organi politici”. La Corte dei Conti aveva sostenuto, però, che lo stesso Ciacio “non era dotato di alcuna documentata specializzazione professionale, né era esperto di organizzazione e funzionamento degli enti locali, per cui erano carenti i requisiti affinché il medesimo potesse essere ritenuto un esperto del Sindaco”. Giacomo Scala conferì a Ciacio uno stipendio mensile di 3 mila euro ma quando venne raggiunto dal relativo avviso di garanzia, revocò tutto. Bisogna ribadire che in sede penale l’ex sindaco Scala è stato assolto, dopo una condanna in primo grado perché “il fatto non sussiste”.