31 anni di contenzioso fra comune di Alcamo, C.A.P.I. e proprietari. Nuova richiesta da 4,5 milioni

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Una storia infinita piena zeppa di liti giudiziarie e amministrative. E’quella della realizzazione, ad Alcamo, di 12 palazzine fra via Tre Santi e via senatore Parrino che risale alla fine degli anni ’80. A costruirle la cooperativa CAPI che nel 1974, dopo il piano di zona approvato dal comune, ottenne l’assegnazione dell’area, circa 10.000 metri quadri, e, l’anno successivo, il diritto di superficie. Arrivò poi un finanziamento di un miliardo e mezzo delle vecchie lire che diede il via ai lavori. Le 12 palazzine e i 100 appartamenti vennero così completati nel 1978, dopo circa un anno e mezzo di lavori. Fin qui niente di strano ma qualche tempo dopo, esattamente nella seconda metà degli anni ’80, i proprietari dei terreni che avevano ricevuto l’esproprio, si accorsero che quell’esproprio non era poi stato così legittimo e, alla luce delle tabelle sul valore dei terreni, cominciarono a presentare ricorsi contro il comune di Alcamo. L’ente locale, da allora e fino ad oggi, ha perduto alcune cause (con pagamento complessivo nel corso degli anni ai proprietari di circa 600.000 euro) ma nei vari gradi di giudizio è stato sempre affermato il diritto di rivalsa da parte del Comune nei confronti della cooperativa CAPI.

Adesso i legali di un’erede di un proprietario hanno presentato una richiesta stratosferica di indennizzo per l’esproprio: 4 milioni e mezzo di euro per una porzione di terreno di 5.800 metri quadri. Della vicenda se ne stanno occupando la direzione 1 dell’amministrazione comunale guidata dall’ingegnere Graziano e l’ufficio legale diretto dall’avvocato Calvaruso. Il comune intende chiudere anche questo contenzioso ma arriverebbe ad offrire non più di 600.000 euro. Somme che però non sono state accantonate e che quindi dovranno essere recuperate in bilancio. La prima sentenza in favore degli espropriati arrivò nel 1991 e in 31 anni il comune di Alcamo non ha mai ottenuto alcuna compartecipazione agli esborsi da parte della cooperativa edilizia che costruì il complesso abitativo e che a tutt’oggi sarebbe quasi per nulla capiente dal punto di vista patrimoniale.

Ad onor del vero, fra 2013 e 2016, la stessa CAPI cominciò una trattativa con l’ente locale e, dopo l’ennesima sentenza, raggiunse un accordo per la transazione con il versamento di 200.000 euro. Il commissario straordinario Giovanni Arnone, il 3 marzo del 2016, approvò la delibera numero 68  che aveva come oggetto ‘Lite CAPI contro comune di Alcamo – autorizzazione alla transazione. I soci della cooperativa fecero anche emettere una fideiussione ma, misteri delle pubbliche amministrazioni, tale transazione non arrivò mai. Adesso il comune di Alcamo vorrebbe definitivamente chiudere quest’odissea giudiziaria. Bisognerà prima trovare l’accordo con l’ultima ricorrente e poi capire cosa ottenere e quando, come rivalsa, dalla cooperativa CAPI.